Doping, Mosca: "Punizioni severe se le accuse verranno provate"

Il presidente del Comitato olimpico russo, Aleksandr Zhukov, preannuncia la massima severità da parte di Mosca, precisando che la Russia sostiene il Comitato olimpico internazionale e la Wada nella politica antidoping

Nuovo capitolo nella Guerra fredda sull'atletica leggera, con le gravi accuse di doping mosse dalla Wada (l'agenzia mondiale antidoping) agli atleti russi, e la richiesta del Cio alla Iaaf (federatletica mondiale) di togliere le medaglie agli atleti coinvolti e sospendere per due anni la Russia da ogni competizione, Olimpiadi incluse. Ora Mosca assicura punizioni severe se le accuse saranno provate: lo ha promesso il presidente del Comitato olimpico russo, Aleksandr Zhukov, precisando che la Russia sostiene il Comitato olimpico internazionale e la Wada nella politica antidoping. La Russia ha proposto inoltre alla Wada una "road map" per risolvere il problema. Vista la gravità del problema, dicono i russi, si guardi in profondità in tutte le direzioni, senza alcuna esclusione. Solo così sarà possibile fugare il dubbio che dietro allo scandalo ci siano, in realtà, motivazioni politiche.

Parla il capo della Wada

Smentisco categoricamente "l'ipotesi che io sia stato morbido con la Russia", dice Craig Reedie, numero uno dell'agenzia mondiale antidoping, commentando lo scandalo che ha investito l'atletica russa. Reedie ha negato di aver rassicurato via mail nei mesi scorsi il ministro dello sport russo in seguito all'inchiesta sollevata dal documentario della tv tedesca Ard che ha iniziato a far luce sulla vicenda doping. "Ho inviato una mail privata al ministero russo dopo essere stato messo al corrente da loro che si sentivano 'attaccati' dalla Wada. Questo è avvenuto dopo gli incontri con il ministero russo, il quale sapeva perfettamente che la Commissione avrebbe fatto il suo lavoro". "Chiunque creda che io sono stato morbido nei confronti della Russia dev'essere
leggermente fuori di testa".

Si dimette direttore laboratorio antidoping di Mosca

Intanto il responsabile del controverso laboratorio antidoping di Mosca, Grigory Rodchenkov, si è dimesso. La notizia è stata confermata dal ministro dello sport russo. Ieri la Wada aveva annunciato la sospensione provvisoria e con effetto immediato del laboratorio antidoping di Mosca. Rodchenkov è una delle figure centrali dello scandalo che rischia di travolgere l’atletica russa.

Russia: difendere diritti degli atleti onesti

Il comitato olimpico russo ha invitato il Cio e la Iaaf, "nel prendere qualsiasi ulteriore decisione basata sulle scoperte del rapporto pubblicato dalla commissione della Wada, ad onorare il diritto degli atleti onesti a partecipare alle competizioni sportive
internazionali, che non dovrebbe essere ristretto".

Commenti
Ritratto di PELOBICI

PELOBICI

Mer, 11/11/2015 - 16:47

Se provate, quindi giustizia vorrebbe che prima di diffondere notizie che potrebbereo rivelarsi infondate, ci si pensasse bene, anche perchè ci sono anche altri Paesi dove i controlli sono quelli che sono o non ci sono addirittura, la Spagna?, quasi tutti i medici "beccati" dai controlli sono dio quella nazione nella quale, come per incantamento sono nati bizzeffe di atleti emergenti nelle più svariate discipline

Ritratto di PELOBICI

PELOBICI

Mer, 11/11/2015 - 16:48

Se poi le accuse fossero infondate?

paviglianitum

Mer, 11/11/2015 - 17:41

e se invece fossero fondate?

ziobeppe1951

Mer, 11/11/2015 - 20:49

Ma andate a fare un po' di verifiche nel mondo del calcio troverete tante belle sorprese