Doping, la retromarcia russa: "D'accordo con alcune accuse"

Parlava di accuse "infondate" il portavoce di Putin, Dmitri Pesko a riguardo dello scandalo doping. Nel dossier di 323 pagine composto da Richard Willaim Duncan Pound, ex nuotatore, ex capo della Wada e membro del Cio si denunciavano carenze sistematiche nei controlli antidoping della Iaaf e della federazione dell'atletica russa

Parlava di accuse "infondate" il portavoce di Putin, Dmitri Pesko a riguardo dello scandalo doping. Nel dossier di 323 pagine composto da Richard Willaim Duncan Pound, ex nuotatore, ex capo della Wada e membro del Cio si denunciavano carenze sistematiche nei controlli antidoping della Iaaf e della federazione dell'atletica russa. Accuse che hanno portato alle dimissioni di Lamine Diak, l'ex presidente dell'Associazione internazionale delle federazioni di atletica leggera.

Ora la federazione russa, fa retromarcia. Infatti, c'è l'ammissione di alcune delle accuse contestate dall'agenzia antidoping (Wada). A parlare è proprio il presidente ad interim, Vadim Zelicenok, che ha dichairato "Noi siamo d'accordo con alcune accuse nei nostri confronti, su altre no e qualcosa non è più attuale perchè è già stato corretto da tempo".

Commenti

Atlantico

Ven, 13/11/2015 - 08:17

Ma no ! Era tutto un complotto del cattivo Obama e del cattivissimo Occidente contro il paradiso creato dal democratico e amico Putin !