Doping, stangata a Mornati: 4 anni di squalifica

Pugno duro di Nado Italia con il canottiere Niccolò. E Schwazer ricorre al Tas di Losanna

Le Olimpiadi di Rio erano già sfumate, ma ora è la carriera di Niccolò Mornati a essere a rischio. Il canottiere paga la positività all'Anastrazolo, un ormone regolatore dell'attività estrogenica che aiuta a non accumulare il grasso e agisce contro la ritenzione idrica, con quattro anni di squalifica. Una stangata che tocca direttamente il Coni, visto che l'atleta è il fratello di Carlo Mornati, il vicesegretario del Coni e capo spedizione ai prossimi Giochi brasiliani. "Non si fa sconti a nessuno", è l'amaro commento di Giovanni Malagò dopo la sentenza emessa dal Tribunale nazionale antidoping Nado Italia. Mornati, tesserato per il Circolo Canottieri Aniene e componente di un equipaggio che aveva ottenuto il pass per Rio, sconterà lo stop in maniera retroattiva e cioè dal 6 aprile scorso, giorno in cui è stata scoperta la positività. Intanto Alex Schwazer ricorrerà al Tas di Losanna per ottenere almeno l'annullamento della sospensione cautelare irrogata dalla Federazione internazionale di atletica leggera. Il 18 luglio è la deadline per l'iscrizione ai Giochi e il marciatore altoatesino spera quanto meno in una sospensione della squalifica per gareggiare a Rio sub-judice.

Difficile che Schwazer faccia parte della sfilata inaugurale degli azzurri guidata da Federica Pellegrini, che da Verona ha fatto l'ultima conferenza stampa prima di Rio. Distesa e rilassata in maglietta bianca, pantaloncini jeans e ballerine marroni, è una sorridente Fede a 25 giorni dalla cerimonia di apertura di Rio, prima di "un'isolamento totale fino alle gare olimpiche".

Non solo le gare in Brasile, la Divina avrà l'onore di ricoprire il ruolo di portabandiera: "È un compito che mi dà una carica emozionale in più. Il 5 agosto (giorno del suo compleanno) sono convinta che ci sarà da divertirsi. Non so cosa aspettarmi, ma vorrei una squadra caciarona, che sappia mettersi in mostra durante la sfilata". Di certo, Fede vorrà fare altrettanto nella sua gara, i 200 stile libero, che saranno "di altissimo livello fin dalle batterie e saranno una bella lotta sino all'ultimo millimetro. Comunque, aver nuotato sotto l'1'55 mi dà serenità". Infatti, l'1'5455 timbrato dalla 27enne veneta al Settecolli è il terzo crono mondiale stagionale, appena ventuno centesimi dietro quello della svedese Sjoestroem e dodici dalla prodigiosa americana Katie Ledecky; un divario così esiguo che testimonia come il 200 femminile sarà di fatto una delle prove più incerte del panorama natatorio di corsia ai Giochi.

"Dagli anni '90 che il nostro movimento porta ottimi risultati - così il capitano azzurro Filippo Magnini -. Per quanto mi riguarda, le edizioni precedenti sono state tutte differenti, ma questa è senz'altro quella dell'esperienza. E su Fede dice: "Spero faccia anche i 100, se mi dovesse chiedere un parere le consiglierei di gareggiare".

Commenti
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nowhere71

Mer, 13/07/2016 - 10:50

poveri illusi quelli che credono che gli altri atleti siano puliti mentre dopato sia solo quell'asino di Schwazer