La doppia sfida di Commisso: dietro il Monza il déjà vu Milan

Fu a un passo dall'acquistare il Milan dei cinesi senza aver mai incontrato il misterioso Yonghong Li. L'ambizione, da italo-americano di successo capace di invertire la rotta del proprio destino di calabrese umile, non gli ha mai fatto difetto. Adesso che è entrato finalmente nel grande circo del calcio italiano indossando la gloriosa casacca viola, non l'ha mai nascosta. Ha esordito con un paio di promesse fin qui onorate entrambe: 1) Federico Chiesa non si cede subito; 2) il rilancio del club non può avvenire che nel giro di qualche anno per via del modesto fatturato che impedisce investimenti robusti e immediati.

Non è un caso, allora, che nel preparare il proprio debutto assoluto allo stadio Franchi domani pomeriggio (coppa Italia), ospite a sorpresa il Monza di Lega pro, Rocco Commisso guardi alla strepitosa carriera calcistica di Silvio Berlusconi per trarne qualche utile insegnamento e molti, legittimi rimpianti sui nuovi modelli economici imposti dall'Uefa. Proprio da Firenze, a volte gli intrecci sono davvero spettacolari, passò il primo mercato di Silvio Berlusconi, pronto a dare inizio alla costruzione del suo Milan campione, con gli acquisti di Giovanni Galli e Daniele Massaro: furono le prime pedine del mosaico calcistico perfezionato dalla scelta di un allenatore semisconosciuto, Arrigo Sacchi, e un paio di olandesi. Da lì prese il via un ciclo formidabile di successi anche nel fatturato: 70mila abbonati in un colpo solo, collezione molto ricca di sponsor e una popolarità moltiplicata dai trionfi in Europa e in giro per il mondo. Sarà più complicata la missione di Commisso e dei suoi uomini, partiti, come Berlusconi, dalla conferma del tecnico trovato in panchina (a Milano Nils Liedholm, a Firenze Vincenzo Montella) per procedere poi a qualche inserimento di buon nome e di modesta spesa (Boateng, Badelj, Pulgar, Lyrola) nell'attesa di completare il puzzle con un effetto speciale (Ribery?). La conquista di un predellino europeo è il primo dichiarato obiettivo: sarà la pista da cui spiccare il primo, decisivo volo.