Doppietta di Bonaventura, Inzaghi dolce addio con tre punti

A Bergamo finisce 3-1 per i rossoneri: segna Baselli, poi Pazzini e due volte Jack, che esce fra gli applausi

A dar retta al risultato, rotondo, c'è da salutare Pippo Inzaghi e il suo Milan con qualche rimpianto. E invece no. Dietro questo luccicante 3 a 1, c'è poco calcio e zero geometrie. Un paio di note positive da portare a casa, cioè l'esordio di Davide Calabria, terzino sinistro della primavera, entrato a pochi rintocchi dalla fine con l'aggiunta di Di Molfetta cui vengono concessi un paio di minuti: entrambi classe '96, qualcosa di buono sta crescendo nel settore giovanile affidato alle cure di Filippo Galli. 52 punti in classifica per il Milan non sono certo un piazzamento di cui andare fieri, due successi di fila possono soltanto far sapere al successore di Pippo che poi questo gruppo non è così male come raccontano i suoi stenti e la sua classifica deprimente.

A scolpire l'ultimo successo del torneo è un vecchio e stimato allievo di Bergamo calcistica, Giacomo Bonaventura che firma una doppietta senza esultare, segna facile facile, davanti alla porta, non deve fare nessun sforzo per siglare il 2 a 1 e il 3 a 1 (dopo aver colpito da un metro il palo). C'è ben poco da salvare allora, compreso quel contributo di Pazzini recuperato con colpevole ritardo alla condizione di titolare.

Parte forte l'Atalanta, spinta dal suo pubblico in rigorosa divisa sociale, e dall'entusiasmo per la salvezza guadagnata in anticipo e con grande merito. Una traversa (Denis di testa) e un paio di errori di mira preparano il vantaggio, strameritato, del baby Baselli (seguito con attenzione da Galliani) di testa mentre la bella addormentata nel bosco (leggi difesa milanista) schiaccia un pisolino inquietante. A risvegliare il Milan provvede uno dei rari guerrieri del gruppo rossonero, troppe volte ignorato da Inzaghi: Pazzini, che è l'unico a risultare vivo e determinato (siamo sicuri che sia da lasciar partire?). Un suo bel numero in area procura l'undicesimo rigore della stagione (dal dischetto trasforma lui stesso comodo comodo), una sua stoccata coglie il palo (con successivo tap-in di Bonaventura): così il Milan, a sorpresa, capovolge il risultato prima dell'intervallo. Quello che colpisce del Milan è il deserto di gioco, specie nella ripresa, quando l'Atalanta prova a risalire la china del risultato. E poi dicono che il lamento tradito dal presidente Silvio Berlusconi è ingeneroso nei confronti di Inzaghi. Giocare un po' meglio, appena appena meglio non è poi una richiesta eccessiva.