Due maestri della fatica per i ragazzi

F orse, oggi, il calcio mercato passerà in secondo piano. Forse, oggi, i tentennamenti malmostosi di Icardi e signora, le epurazioni interiste, le rivoluzioni sarriane cederanno il posto allo sport. Quello vero della tanta fatica e dei pochi soldi. Quello che ci vediamo ogni quattro anni e poi vi dimentichiamo. Quello che adesso i politici si spellano le mani. Quello che dovremmo invece insegnare ai nostri figli per spiegare loro che se studiaste come Fede e Greg si allenano, se lavoraste come Fede e Greg si ammazzano di fatica, cari ragazzi nella vita fareste cose grandi. Forse, oggi, per qualche istante, sulle spiagge d'Italia, negli uffici, le fabbriche, sui treni scioperi permettendo, qualcuno in più rifletterà sull'insegnamento nascosto dietro le medaglie d'oro di Federica e Gregorio. Perché c'è dell'altro oltre a impegno e passione. Entrambi hanno infatti aggiunto coraggio e ostinazione alla fatica del loro nuotare. Entrambi hanno lottato in questi ultimi due anni contro le critiche e gli sguardi un po' così di chi non vedeva di buon occhio le apparizioni e divagazioni di lei giudice nei talent show, o le digressioni lunghe chilometri di lui in mare aperto e la sua voglia di vivere e cambiare aria e girare il mondo e trascorrere sei mesi in Australia. Invece, Fede e Greg hanno dimostrato anche agli scettici che se a polmoni e braccia grandi fa da supporto una testa grande, è possibile perseguire i propri obiettivi e riuscire anche a vivere. Per cui, per una volta, applaudiamo questi ori non facendoci ipnotizzare solo dall'improvviso luccichio ma pensando a ciò che non si vede, a ciò che resta nascosto quando noi ci dimentichiamo di loro. Perché c'è tanto di non detto e non visto dietro l'impresa di una donna di 31 anni al quarto titolo mondiale e all'ottavo podio iridato di fila, sedici anni di vita e dedizione. E c'è tanto dietro il ragazzone di Carpi che dal 2013 abita stabilmente il podio mondiale e che ieri si andato a prendere l'unico oro che gli mancava. In attesa dei 1500. La sua gara. Perché non è ancora finita.