E il Diavolo fa l'esorcista

Gattuso preoccupato dal troppo ottimismo della vigilia

Sembra tutto apparecchiato per celebrare il volo del Milan prendendo la rincorsa dal trampolino di lancio del derby. Sembra, appunto. La squadra, resa più sicura e vitale dai cinque squilli di tromba consecutivi, ha vissuto una settimana di prezioso e tradizionale lavoro. Nessuno stress, nessun impegno supplementare, le serate sono trascorse dinanzi al video ad ammirare la remontada della Juve e a prendere nota degli stenti dell'Inter studiandone ogni particolare. Il gruppo calciatori è al completo: fuori dalla lista è rimasto soltanto Bonaventura che si è ripresentato a Milanello proprio in questi giorni scortato da un sorriso liberatorio, il peggio per lui è passato. Le ricognizioni di macchine e osservatori dello staff hanno riferito soddisfatti sullo stato di forma, fisico e nervoso, del team guidato da Gattuso, agitato quanto basta per capire che non si fida e teme, da un momento all'altro, l'imboscata. In queste ore che lo avvicinano alla notte del derby più importante della sua carriera di allenatore, l'unica sorpresa gliel'ha riservata il botteghino: mancato l'esaurito per via del clima di depressione che ha colto il popolo dei curvaioli interisti dopo la recentissima eliminazione in Europa league, mille tagliandi destinati alla nord sono rimasti invenduti e l'incasso perciò, molto ricco, oltre 5 milioni, non potrà stabilire l'ennesimo record.

Non è di questo dettaglio finanziario che Gattuso si preoccupa. È dello scenario complessivo che si prepara: idilliaco per il suo Milan, triste per il rivale di Appiano Gentile, immalinconito da eliminazione e polemiche. E non solo per il pronostico che pende tutto dalla sua parte. Il suo non è un banale ricorso all'esorcismo collettivo che nel calcio ha forme pittoresche. No. Affonda le sue radici nella storia meno recente del Milan con una sequenza di sfide affrontate col vento in poppa e poi perse per uno sgambetto del destino, per un colpo di coscia (gol di Vieri), una carambola beffarda (gol di Manicone), una mano galeotta (gol di Adriano) che hanno fatto da pro-memoria alle notti insonni di Gattuso e ai suoi piani in apparenza scontati. Come lo schieramento del derby deciso addirittura da una settimana col rientro di Bakayoko rinfrancato dal riposo di Verona, o quelli di Calabria, Rodriguez e Calhanoglu, risparmiati per averli pieni di energie nella serata decisiva per il nuovo Milan di Elliott chiamato a uscire, finalmente, dal tunnel della decadenza imboccato con l'esonero di Allegri e non ancora lasciato alle spalle nonostante un paio di passaggi di proprietà con relativo management. La solidità del nuovo azionista e le scelte azzeccate della coppia Leonardo e Maldini hanno rimesso l'ex gigante rossonero sul sentiero Champions. Toccherà a Gattuso e alla sua ciurma riguadagnare l'onore della musichetta.