Ecclestone: «Pirelli resta» F1 con gomme italiane per altri 5 anni. Forse...

L'altro giorno a Spa Francorchamps, Paul Hembery, capo del motorsport Pirelli, era stato costretto a convocare un incontro stampa lampo per spiegare al mondo che stavolta no, stavolta non erano le gomme ad essere saltate in aria come accaduto un paio di mesi prima durante il Gp di Silverstone. Stavolta la colpa non era di mescole estreme alla ricerca della formula show ma di un pezzo di metallo perso alla curva tredici pare dalla Lotus di Raikkonen e simpaticamente travolto da Alonso e Vettel. Risultato: foratura per l'uno, quasi scoppio per l'altro. Stessa curva e stessa gomma. Mica bello.
Questo retroscena solo per rammentare lo stato psicofisico in cui versano gli uomini della casa milanese alle prese con un ambiente che in parte sembra aver perso fiducia in loro. In primis i piloti, che subito dopo i problemi riscontrati da Alonso e Vettel, avevano intimato al direttore di corsa Whiting di «chiarite bene quanto avvenuto nelle libere perché al primo problema noi ci fermeremo...». Da qui la conferenza in cui Hembery ha spiegato ai media ciò che aveva poco prima illustrato a team e piloti.
Un comprensibile clima di sfiducia che in queste settimane ha inevitabilmente alimentato le voci di una possibile discesa in campo della Michelin, ben voluta dalla Fia del presidente Jean Todt e apertamente interessata a un ritorno in F1. Ritorno che ieri, a mezzo di un'intervista rilasciata al sito specializzato Speed.com, il patron del Circus, Bernie Ecclestone, ha però voluto smentire pre ufficializzando così il rinnovo con l'azienda milanese. «Abbiamo un contratto con Pirelli, sarà fornitore nel 2014 e non c'è alcuna possibilità di sostituzione con Michelin. Quanto alla Fia che non ha ancora firmato il rinnovo della fornitura, non ce n'è bisogno, non si occupa degli aspetti commerciali ma di quelli regolamentari». La firma federale è infatti attesa per il Consiglio mondiale di fine settembre «e in quella sede Todt avrà diritto a un voto...». Come dire: non può cambiare le cose. Ecclestone ha poi provato a sostenere che «non ci sono state fra i team richieste pro-Michelin e che tutte le squadre sono rimaste soddisfatte di come la Casa italiana ha affrontato i problemi avuti». Ma gli insoddisfatti c'erano eccome.
Non circolano cifre, ma la fornitura annuale dovrebbe costare ad ogni team 1 milione e 350mila euro. Contestualmente Pirelli, per brandizzare i Gp con i propri eventi e la cartellonistica, verserà alla Fom di Ecclestone circa 15 milioni. Una cosa però è certa: la Casa italiana non ha intenzione di rischiare un altro danno d'immagine come quello patito negli ultimi mesi. Per cui, assicurano, «va bene lo show, ma non ci spingeremo più troppo in là» e dunque le gomme del 2014 non subiranno i decadimenti attuali. Che la F1 torni ad essere più sport e meno spettacolo polimerico e artificioso? C'è da augurarselo. In fondo è quello che andiamo chiedendo da tempo. Tanto più che la Michelin l'anno prossimo si farà di nuovo sotto. E non solo lei.