"Ehi, da solo non riesco a fare la differenza"

Shaqiri: "Mancini mi ha voluto per questo, ma io ho bisogno degli altri"

nostro inviato a Appiano G.

Albanese, naturalizzato svizzero, prelevato in Bavaria, ciuffo alla Tin Tin. Scusi Xherdan, ma lei da che barbiere va a farsi i capelli? «Vado In Svizzera». Ah ecco...

Che fosse simpatico si era capito al volo, è anche partito subito forte Xherdan Shaqiri, emozioni e gol. Poi all'improvviso non andava più, Mancini l'ha tenuto fuori a Verona e l'Inter è tornata a vincere. E adesso?

«Naturalmente spero di giocare il derby, la scelta è di Mancini ma io sto vivendo un momento splendido, lui vorrebbe che io facessi sempre la differenza e io sono venuto qui per questo, ma nessuno può farcela da solo, c'è sempre bisogno di tutti».

Sembrava che la fase di ambientamento fosse finita...

«La serie A è diversa dalla Bundesliga. Qui c'è un calcio più difensivo, molto tattico, è difficile per chi gioca davanti districarsi nelle aree avversarie, gli spazi sono tutti chiusi. Ma a me questo calcio piace. E qui all'Inter non ho mai avuto problemi, sto bene fisicamente, sto bene in questa città, e sono convinto che in futuro le cose andranno sempre meglio».

Con chi ha legato?

«Sto con tutti, a tavola non mi siedo mai vicino allo stesso, il gruppo mi piace, mi diverte, qui si mangia bene e sono tutti simpatici, Juan Jesus, Dodò, Lukas, Yuto è molto simpatico».

Non solo lei, tutta la squadra si è fermata all'improvviso...

«Questo è il calcio, in alcune partite importanti siamo arrivati senza condizione».

Schurrle ha detto che non vi rendete conto della vostra forza.

«Non so spiegarmelo, qui siamo tutti contenti, c'è una bellissima atmosfera e sappiamo che l'aspetto mentale è importante. Ci dicono: siete un top club, siete una squadra che deve lottare per il titolo, dovete incutere rispetto e timore. Abbiamo capito, riporteremo l'Inter ai livelli che le competono, qui c'è gente che ci lavora sopra 24 ore su 24, il primo passo sarà vincere il derby».

Lei cosa ne sa?

«Non ne ho perso uno, in Germania è popolarissimo, è un evento mondiale, sono felice, sarà il mio primo derby, lo vivrò al cento per cento e darò tutto per conquistare i tre punti, poi si vedrà, ma la vittoria ci darà la forza per affrontare i prossimi impegni».

Ha girato per Milano in questi giorni?

«Ne parlano tutti, due squadre che correranno col cuore. Ho capito che dovremo combattere fino alla fine per essere i numeri uno della città e far sentire i nostri tifosi i numeri uno».

Quando non è alla Pinetina, cosa fa?

«Sto in casa, sto con i miei familiari, siamo molto legati, verranno tutti a vedere il derby... Gli amici? Sì, ma con loro esco solo quando c'è bel tempo».

Verranno?

«Tutti»

Emozione?

«Sì, si... tanta».