Elkann: "Il tris è un'impresa Champions il nostro sogno"

Anche Platini alla festa in famiglia della Juve con vista Supercoppa. Matri e Quagliarella pronti a partire. Zuniga il tassello che manca

La solita atmosfera di Villar Perosa vestita di bianconero. Giornata caldissima, sei-settemila persone stipate in ogni angolo del piccolo impianto della Val Chisone, l'immancabile bandiera granata esposta su un balcone all'ingresso del paese e l'amichevole tra Juventus A e Juventus B: vince ovviamente la prima (4-1: Vidal, Bonucci su assist di Tevez, lo stesso Apache con un tocco sotto prima dello splendido gol del baby Josipovich che mandava a bere proprio Bonucci in un fazzoletto di campo, infine Quagliarella), ma certo non era il risultato che contava ieri, giorno in cui casualmente andava in scena a Jesolo anche il Del Piero Day con tanto di intitolazione all'ex capitano bianconero di una parte del lungomare.

A Villar, festa doveva essere e festa è stata. Come sempre. Con uno striscione esposto sulle tribune dedicato a Giovanni e Umberto Agnelli e la frase “Il tempo passa ma il vostro ricordo è rimasto nei nostri cuori”. Tutto come da programma, con John Elkann e Andrea Agnelli che si sono concessi per foto e autografi prima di assistere da bordo campo alla sgambata degli uomini di Conte (così così Chiellini e Bonucci, appena sufficiente Tevez, più che discreto Pogba: assenti i nazionali Vucinic, Caceres, Lichtsteiner e Llorente). In precedenza i due cugini avevano ricevuto anche la visita privata di Michel Platini, oggi presidente Uefa e ieri straordinario campione nonché “cocco” della famiglia: nel decennale della morte dell'Avvocato, «ci ha fatto molto piacere riceverlo - ha poi commentato Elkann -. Ha salutato la squadra ed è stato davvero un bel momento per tutti noi». Il vincitore di tre Palloni d'Oro se n'è poi andato così come era arrivato, in elicottero, senza assistere all'amichevole ma avendo dato la sua personalissima benedizione alla squadra che non può non essergli rimasta nel cuore.

Dopo di che lo stesso Elkann, camicia bianca e solito ricciolo semi ribelle, ha prima tranquillizzato i tifosi («le sconfitte estive non devono preoccuparci») e quindi lanciato la sfida a Lotito e alla Lazio in vista della Supercoppa di domenica prossima: «Si parla sempre tanto, mentre noi preferiamo che sia il campo a dire la sua. Io dico che, come si gioca la finale di coppa Italia a Roma, abbia senso che anche la Supercoppa si disputi lì. Semmai, dovrebbero evolversi certi rapporti tra le società». Invitate magari a trovare il giusto accordo per dividersi gli incassi. «Obiettivi? La Juve deve fare bene, come sempre. Siamo coscienti di come sia difficile ripetersi in Italia: vincere lo scudetto tre volte di fila sarebbe un'impresa vera». Al punto che l'un-due-tre manca dalla Juve del Quinquennio, anni Trenta. Ci sarebbe poi anche la Champions, il solito vecchio sogno che «rimane tale, ma è quello cui tutti noi juventini aspiriamo». 

E ci mancherebbe altro, pur nella difficoltà del sogno. Di tasselli da mettere a disposizione di Conte per tentare il Grande Assalto ne manca in realtà solo uno: l'esterno sinistro prescelto da settimane è Juan Camilo Zuniga, in scadenza nel 2014 con il Napoli. Se Matri accettasse il trasferimento alla corte di Benitez, l'affare andrà quasi certamente in porto pur essendo le due trattative formalmente slegate. Per il resto, tolto dal mercato Vucinic, si attendono rilanci per Quagliarella: Sunderland e Tottenham (dopo il Valencia) si sono interessate seriamente al suo cartellino, valutato da Marotta una dozzina di milioni. Quel che pare certo è che saranno loro due a partire: Giovinco, svagato anche ieri, al momento non attira l'interesse di alcuno.