Fantasmi in Ucraina Napoli senza scuse

Gli azzurri restano a secco: buttati fuori dal Dnipro Rafa questa volta non va in finale, rinnovo più lontano

L'effetto Juve non si ripete, la finale di Europa League a Varsavia sarà una questione ucraino-spagnola. Nel diluvio di Kiev finisce l'avventura continentale del Napoli, che in due partite non riesce a battere il sorprendente Dnipro. E stavolta la squadra di Benitez (lo spagnolo manca l'appuntamento con la quindicesima finale in carriera e continua ad allontanarsi da Napoli) non può lamentarsi dell'arbitro.

La differenza infatti la fanno la mira degli attaccanti. Implacabile Seleznyov che se al San Paolo aveva sfruttato l' erroraccio del guardalinee, all'Olympiskyi «brucia» Britos con una bella torsione di testa. Impreciso Higuain, che conclude nel peggiore dei modi la settimana infernale nella personale sfida con i portieri. Prima gli interventi di Boyko al San Paolo, poi i miracoli di Mirante a Parma con tanto di litigio finale (costato all'argentino un'ammenda di 10mila euro), infine le parate dell'estremo difensore ucraino del confronto europeo con il Dnipro per non parlare del colpo di testa di Douglas che allontana l'ultimo vero pericolo dell'attaccante. Se per Higuain contava solo il presente e la partita che doveva regalare il sogno europeo, il ko potrebbe segnare un altro divorzio clamoroso dopo quello di Benitez.

L'1-1 dell'andata era un risultato insidioso e la gara andava gestita bene. Serviva un gol immediato, visto che il Dnipro in casa (o meglio sul terreno amico di Kiev che ha ospitato la sua stagione a causa della guerra) aveva perso cinque volte in stagione - tra i ko anche quello europeo con l'Inter nel girone di qualificazione -. In realtà gli ucraini tengono il ritmo basso ma ogni tanto si rendono aggressivi, tanto da concedere pochissimo al Napoli (le due palle gol del Pipita) e farsi vedere dalle parti di Andujar, complici un paio di leggerezze di David Lopez che tenta il palleggio a metà campo su un terreno scivoloso. Insomma, all'intervallo il bilancio degli azzurri era già in passivo per numero di azioni pericolose, con il Dnipro gioca una partita di grande ordine tattico.

L'inizio ripresa degli ucraini è a mille all'ora: subito un'occasione per Luchkevych che fa venire i brividi ad Andujar, poi improvviso il gol di Seleznyov che diventa l'eroe della doppia semifinale. Il Napoli ci mette un po' a riprendersi, serve la verve di Mertens (entrato per uno spento Insigne) per rianimare gli azzurri. L'assedio della squadra di Benitez è incessante, la difesa del Dnipro regge con orgoglio ma di occasioni vere e proprie non ne arrivano. Tanto che il Napoli rischia addirittura lo 0-2 in contropiede quando Kalinic impegna due volte Andujar e Matheus coglie la traversa nel recupero. Il sogno europeo finisce a quattromila chilometri di distanza dal Vesuvio, la stagione azzurra rischia di finire con tanti rimpianti. E qualche divorzio eccellente.