Le Fate sciolgono l'incantesimo: bronzo dopo 69 anni

Le ginnaste azzurre, già a Tokyo, sul podio della gara a squadre. Non accadeva da Basilea 1950

Sessantanove anni dopo Basilea e nove mesi prima di Tokyo 2020 le azzurre della ginnastica artistica scrivono un nuovo capitolo, conquistando il bronzo (164,796 punti) ai mondiali di Stoccarda, alle spalle di Stati Uniti (172,330) a trazione Simon Biles e Russia (166,529) e davanti alla Cina. Data storica per l'Italia di Giorgia Villa, delle gemelle Alice e Asia D'Amato, Elisa Iorio e Desiree Carofiglio, le nostre all rounder. Non più cugine in cerca d'autore rispetto alle sorelle e farfalle plurimedagliate della ritmica, ma protagoniste del nuovo format di gara a squadre in cui le atlete si alternano agli attrezzi con le altre nazioni e non più in blocco.

Le azzurre nei giorni scorsi avevano già strappato il pass olimpico per il Sol Levante, ieri serviva un piccolo miracolo per la medaglia. Cuore, fermezza, magnesite e sorriso: così le ragazze di Enrico Casella hanno espugnato la pedana tedesca della Shleyer Halle. L'impresa c'è tutta e Stoccarda porta bene guardando gli annali: dodici anni fa l'Italia aveva chiuso con un legno, quarto posto ai piedi del podio, il piazzamento che prima brucia più di ogni sconfitta e poi dice che il movimento azzurro forse già allora era sulla strada giusta. Quella era la generazione di Vanessa Ferrari.

Ora le ragazze hanno ingranato il turbo come la Porsche da leggenda che si produce non lontano da qui. Dodici esercizi e rotazione, in un crescendo che non lascia spazio ad emozione e sbagli. Si comincia al corpo libero dove l'Italia segue regolarità, poi volteggio e parallele asimmetriche, le nostre materie preferite, quindi la trave, il momento più delicato. Il body, il glitter, gli chignon: tutto fila, soprattutto la tecnica dimostrata agli attrezzi e la solidità degli esercizi. Francia e Cina sbagliano molto, l'Italia quasi nulla: anche dopo una serie di criticità alla trave, non perde speranza e concentrazione. Così arrivano un bronzo, la gioia e la leggenda di un futuro vicino.