La favola dell'"interista" Turati, il portierino che ha fermato la Juve

Tra le sorprese dell'ultima giornata di campionato spicca l'esordio in Serie A del 18enne Stefano Turati, che con le sue parate ha consentito al Sassuolo di imporre il pareggio alla Juventus. Lui che è cresciuto nel settore giovanile dell'Inter

Dallo stadio Ricci di Sassuolo allo Stadium. Quello della Juventus. Il salto dalla Primavera alla prima squadra, impegnata nella proibitiva trasferta al cospetto della capolista, avrebbe potuto stendere un toro. Ma non Stefano Turati. 18 anni appena compiuti, Turati è stato il grande protagonista del lunch match di domenica tra Juventus e Sassuolo, terminato 2-2. Un pari a sorpresa griffato dalle parate di un ragazzo che era all'esordio tra i grandi, per giunta sul campo più difficile della Serie A e uno dei più complicati al mondo. "Non so cosa dire, troppe emozioni, sono sconvolto. È successo tutto velocemente, non me l'aspettavo, è stato incredibile", ha detto Turati al termine della partita. Dove si è trovato davanti gente come Dybala, Higuain e Cristiano Ronaldo. Fuoriclasse che era abituato a vedere in televisione. E che, al massimo, aveva sfidato alla Playstation. Fino a domenica.

Gli infortuni a Pegolo e Consigli

E pensare che Turati non doveva giocare. Lo aveva già fatto venerdì, perdendo 4-3 con la Primavera del Sassuolo con i pari età della Roma. Quattro gol, uno dietro l'altro. A cui aggiungerne sei nelle prime due sfide stagionali, a settembre, con Lazio e Genoa, terminate 2-3 e 3-0. Tre sconfitte in altrettante partite. Ma il destino, per Turati, aveva in serbo qualcosa di speciale. Destino che ha assunto le fattezze di Roberto De Zerbi, tecnico della prima squadra del Sassuolo che già da fine settembre, ammaliato dal talento del ragazzino, lo aveva portato con sé. Ad allenarsi coi grandi, in particolare con i colleghi Andrea Consigli e Gianluca Pegolo, portieri esperti dall'alto dei loro 32 e 38 anni. "Sarà impossibile rubare il posto a quei due", avrà pensato il neo-maggiorenne Turati. A meno di infortuni.

Cosa puntualmente successa nei giorni che hanno preceduto la sfida con la Juventus. In realtà, Pegolo si era già fatto male a fine settembre. Ed era stato operato, spalancando le porte della prima squadra a Turati e al coetaneo Alessandro Russo (anche lui classe 2001). Fuori uno. Quindi, la scorsa settimana, i problemi muscolari a Consigli. Fuori due. "Allo Stadium giocherà uno tra Turati e Russo", aveva rivelato De Zerbi nella conferenza stampa prima della partita contro la Juventus. Sabato sera, la decisione: "Stefano, domani tocca a te". Turati, come fece Gianluigi Buffon nel 1995 qualche ora prima di Parma-Milan, si è fatto coraggio. E il giorno dopo, come sempre, ha fatto riscaldamento per prepararsi a una partita nella quale, una volta tanto, non ha dovuto sfidare dei ragazzini.

01.12.2019 @sassuolocalcio

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Tre interventi superlativi

Ma dei campioni. Turati ha giocato con sicurezza. Da veterano. Niente da fare sul tiro deviato di Bonucci, così come sul rigore di Ronaldo. Ma che prodezze sulla punizione di Cr7, il tocco ravvicinato di Higuain e la conclusione sporca di Ramsey. Al triplice fischio, tra i giocatori ospiti è partita la festa. La maggior parte dei complimenti, ovviamente, sono andati dal ragazzino. Che alla stampa ha raccontato le sue sensazioni: "È una soddisfazione enorme per me. La parata migliore? Quella su Ronaldo è quella più importante, quella che mi ha svoltato è stato il passaggio filtrante su Locatelli, mi ha messo un po' a posto perché ero molto emozionato". E il bel gesto di Buffon: "È stato un onore giocare contro di lui. Mi ha detto 'bravissimo' alla fine della partita, sono in una bolla, non ci sto capendo più niente. La prima cosa che farò adesso? Chiamare mia mamma".

Chi è Stefano Turati

Da "bello di nonna" Florenzi a "bello di mamma" Turati è un attimo. Ma chi è questo bimbo-prodigio? Nato a Milano il 5 settembre 2001, è cresciuto calcisticamente nelle giovanili dell'Inter. Poi, nel 2017, la cessione a titolo definitivo al Renate, club di Serie C, dove ha fatto da terzo portiere dietro a Cincilla e Di Gregorio. La stagione successiva il passaggio alla Primavera del Sassuolo, con cui ha giocato 21 partite l'anno scorso e 3 quest'anno, l'ultima il 29 novembre contro la Roma, alternandosi con Russo (ex vivaio del Genoa). Nel mezzo, come detto, i primi allenamenti con la prima squadra. E la fortuna, domenica, di poter esordire in Serie A da protagonista, primo portiere nato dopo il 2000 a togliersi questa soddisfazione. La prima, se il buongiorno si vede dal mattino, di una lunghissima serie.