Federer non si ferma e fa "triplete" a Nadal: terzo successo 2017

Le rughe sul viso incominceranno pure a intravedersi, ma la tenuta fisica è quella di un ragazzino

Non c'è due senza tre. Tre come le vittorie di Federer in tre sfide quest'anno con Nadal. Tre come le finali vinte da Federer su tre finali giocate. Numeri che spiegano alla perfezione come Re Roger a 35 anni suonati (l'8 agosto saranno 36) sia tornato il ragazzino di un tempo. Come il vino, insomma, che più invecchia e più e buono.

Ieri sera nella finale del Masters 1000 di Miami lo ha dimostrato ancora una volta. Vincendo di nuovo in Florida undici anni dopo l'ultima volta, superando 6-3 6-4 proprio l'amico-nemico Nadal. «Come ai vecchi tempi» aveva detto, o forse meglio dire preannunciato Roger due giorni fa. Ipse dixit. Ha vinto. Senza se e senza ma. Ancora una volta, contro il suo rivale. «Giochiamo uno contro l'altro ogni settimana ormai. Non possiamo fare a meno uno dell'altro». Forse avrebbe dovuto dire che non si può fare a meno di lui, della sensazione di stupore che ci vien da chiedere ma come fa?, di quella capacità di ammaliare con il suo rovescio, forse il colpo più letale in questi primi tre mesi. Un colpo potente ma allo stesso tempo preciso. Che lascia di stucco. Questa volta non serve insistere di più sul serve and volley, la tattica utilizzata ancor di più in questa fase della carriera per accorciare la durata degli scambi. Non ce n'è bisogno. Le rughe sul viso incominceranno pure a intravedersi, ma la tenuta fisica è quella di un ragazzino. Perché recuperare dalla maratona di oltre tre ore nella semifinale contro Kyrgios è così strabiliante che quasi non pare vero. Invece, è pura realtà.

Il trentasettesimo capitolo della saga Federer-Nadal forse non sarà stato il più entusiasmante della collezione, anche perché più o meno è rimasto sulla stessa lunghezza d'onda degli ottavi di Indian Wells di due settimane fa, in cui l'elvetico si era sbarazzato dello spagnolo con il punteggio di 6-2 6-3 sempre dopo un'ora e mezza di gioco. Per Federer si tratta del 91esimo titolo conquistato in carriera in 139 finali, cifre che chiariscono, se ce ne fosse bisogno, di come Federer sia inossidabile quando la palla scotta, quando conta veramente. Nadal, invece, deve ancora una volta dire addio ai sogni di gloria a Miami, che rimane stregata dopo le cinque finali perse. Mentre Roger, solleva al cielo un altro trofeo. Tanto per ribadire chi sia il migliore.

Commenti

wizardofoz

Lun, 03/04/2017 - 10:20

Quando Nadal vinceva tutto (e negli scontri diretti con Federer è ancora largamente in testa) si diceva che fosse dopato. Adesso abbiamo un Federer che vince tutto. Non è per caso che sia dopato ?