La Ferrari: "Decisione sbagliata ma a favore dello spettacolo"

Binotto fa il confronto con il caso di Vettel-Hamilton. "Questo dimostra che in Canada avevamo ragione..."

Il romanzo del Gran premio d'Austria ha raccolto capitoli di emozioni e adrenalina straordinari, di sorpassi e polemiche, di colpi di scena. Ieri, poi, una rivalità già forte nelle categorie minori, è letteralmente esplosa: quella tra Charles Leclerc e Max Verstappen. Colpa di quella manovra dell'olandese in piena e furiosa rimonta, al giro 69, quando con la sua Red Bull e gomme dure, però meno consumate rispetto a quelle della Ferrari di Leclerc fin lì al comando, ha attaccato il monegasco all'interno del tornantino, allargando senza lasciargli spazio all'esterno per difendersi e inducendolo alla toccata. Duello proseguito a parole. «Dal mio punto di vista è chiaro: Verstappen non mi ha lasciato spazio, non è stato sportivo», ha detto a caldo un Leclerc visibilmente arrabbiato. «Se non ci lasciano gareggiare allora bisogna chiudere la Formula 1. Il risultato deve essere confermato. È stata una battaglia normale», la risposta stizzita del trionfatore della corsa, Verstappen.

«Io come tutti gli altri appassionati vorrei vedere delle gare dure come quelle di dieci anni fa. È difficile da valutare il contatto. Non vorrei essere uno degli steward in questo momento», è invece questo il pensiero di Toto Wolff, team principal di una Mercedes («abbiamo avuto problemi di raffreddamento per via delle alte temperature» spiegherà così il weekend in chiaroscuro delle frecce d'argento, 3° Bottas, 5° Hamilton, sostituita l'ala anteriore) che interrompe la striscia di otto trionfi consecutivi, dieci totali se si considerano i due Gp dello scorso anno.

«Il regolamento attuale va cambiato ma parla chiaro: Verstappen ha causato una collisione e ha spinto Leclerc fuori dalla pista. La decisione è semplice». È il primo, amaro, commento di Mattia Binotto, team principal della Ferrari. È solo l'inizio di un pomeriggio di passione anche fuori pista. Prima la convocazione dei due piloti in direzione gara, poi, all'improvviso, un documento falso circolato su una chat degli addetti ai lavori solitamente affidabile, secondo il quale Verstappen sarebbe stato penalizzato di 5 secondi più il -2 punti sulla patente. «L'ho ricevuto anch'io ammetterà Leclerc -. Non posso ancora dire di averla vinta, vedremo come finirà. Ma resto molto contento della mia gara» le poche parole prima di tornare a consulto con Binotto e poi andarsene scuro in volto.

È infatti poco dopo, verso le 19,46, che viene resa nota la decisione dei giudici, e stavolta è purtroppo quella vera. «Nessuna penalità, non c'era abbastanza spazio per due monoposto per passare. Si tratta di incidente di gara...». Sono ormai le 20 quando Binotto commenta amaro: «Crediamo che sia una decisione sbagliata. Charles ha lasciato tutto lo spazio possibile ed è stato spinto fuori pista. In Canada avevamo ragione noi, però non vogliamo ricadere nelle solite discussioni. Detto questo, rispettiamo la decisione dei giudici e voltiamo pagina. Ci riprenderemo una rivincita». Per cui, niente ricorso. Il team principal si toglie pure qualche sassolino: «Anche sulla scelta delle gomme 2019 (è stato deciso di non tornare alle specifiche 2018 meno gradite alla Mercedes, ndr) sono dispiaciuto. Era un'occasione per tutti: altri team hanno dimostrato di guardare ai propri interessi. Vogliamo cambiare le cose in futuro e su questo siamo molto attivi». Ma resta forte il sapore di beffa.

Unico sorriso in una giornata alla fine mesta, per Antonio Giovinazzi, per la prima volta in zona punti con l'Alfa Romeo. «Mi sono tolto un peso. Dedico questo punto all'Italia e a chi ha creduto in me».