Ferrari, vittoria che vale doppio Peserà sulle regole del 2021

Giovedì vertice della F1 per le corse del futuro. Rossa scettica Ma ora i capi Usa hanno capito quanto conta il Cavallino

Maranello Il giorno dopo la sbornia di Monza, casa Ferrari si risveglia con una bandiera in più all'ingresso della Gestione Sportiva. Adesso sono tre, più quella italiana. Tre perché qui considerano di aver vinto anche il Gran premio del Canada Nella sala che accoglie i visitatori dell'Universo Ferrari, diecimila metri quadrati di libidine Rossa dedicati a clienti e tifosi, la coppa esposta è però ancora soltanto una. Quella del Gran premio del Belgio con il suo bel Johnnie Walker che invita a bere responsabilmente. All'ora di pranzo il vuoto viene colmato. Arriva Mattia Binotto con la coppa in un sacchetto di carta (Ferrari ovviamente). La consegna a Enrico Galliera, il responsabile commerciale e marketing della casa e insieme la mettono accanto a quella di Spa Il brindisi in azienda è rinviato ai prossimi giorni, quando Charles verrà a lavorare al simulatore. Ma quanto abbia pesato la vittoria di Monza è chiaro negli occhi e nei pensieri di tutto il Mondo Ferrari. E non solo. Perché quello che è capitato in cinque giorni tra il bagno di folla a Milano e i 200mila in pista a Monza nel weekend hanno dimostrato ancora una volta l'importanza e il peso della Ferrari per la Formula 1. Gli americani, beh gli americani che amano Hollywood e lo spettacolo avranno capito che la Formula 1 senza la Ferrari sarebbe un po' come il cinema senza attori. Giovedì, quando in Svizzera si deciderà del futuro della Formula 1 con le immagini del weekend di Monza negli occhi, certamente il peso politico della Ferrari sarà aumentato.

Intanto c'è da godersi una doppietta che riporta fiducia e ottimismo, ma viene considerata soltanto un punto di partenza. È anche per questo che Binotto non è salito sul podio con Leclerc, delegando Matteo Togninalli, responsabile Ingegneria Pista. Mattia ci andrà quando avrà centrato l'obbiettivo vero. Che è molto più ambizioso. Per raggiungerlo si proverà a recuperare ancora Vettel, facendo i conti con il cinismo e la cattiveria (tipica dei campioni) di Leclerc che sabato ha dimostrato di non essere ancora pronto a sacrificarsi per la squadra Con due vittorie alle spalle (ma riguardando alle altre gare e agli errori commessi, i successi avrebbero potuto essere addirittura 7) si vede il futuro con più serenità. Anche piste tradizionalmente sfavorevoli ora fanno meno paura. Prendete Singapore, terra di caccia Red Bull, il nuovo pacchetto aereo e soprattutto l'abilità di Charles nei circuiti cittadini, autorizza il sogno di essere competitivi almeno in qualifica. E poi. Se là parti davanti Il partito Leclerc che oggi a Maranello è in maggioranza assoluta, all'inizio aveva tre sostenitori: l'ex presidente Marchionne, Binotto e il giovane Nicholas Todt, il figlio di Jean, manager di Charles e tempo fa anche di Jules Bianchi. Fu proprio lui ad aiutare Charles aprendogli quel cancello rimasto chiuso la prima volta. Da un Todt all'altro. Corsi e ricorsi. Possibilmente vincenti.