Alla fine spunta Mollema Il tulipano spiazza tutti e trionfa al Lombardia

L'olandese da solo sul traguardo di Como beffa Valverde e Roglic. Indietro gli italiani

Foglie morte e un tulipano. L'atmosfera è bucolica e placida in riva al lago, anche se al Lombardia di ieri se le sono date di santa ragione pedalando a ritmo folle ad oltre 41 km/h per cinque ore e 52 minuti. In verità questo è il tempo del vincitore, dell'olandese Bauke Mollema, onestissimo corridore 32enne della Trek Segafredo, che ieri ha fatto 13 nel vero senso della parola.

Uomo dei piazzamenti (5° anche al Giro di quest'anno), ieri ha piazzato il colpo della vita alla faccia di Roglic (7°) il battuto di giornata, Valverde (2°), Bernal (3°) e via elencando. Sempre lì l'olandese costante più che volante. Sempre lì nella mischia senza incantare, ma ieri capace di cogliere l'attimo e il momento per festeggiare a pieni polmoni una vittoria che pesa più che mai.

Si dice che il Lombardia sia l'ultima chiamata, la classica di chiusura che può dare un senso alla stagione, a Mollema dà un senso a tutta la sua carriera, visto che va a conquistare la sua prima classica extralarge, regalando al suo Paese una vittoria che mancava da quasi quarant'anni (Kuiper, nell'81, l'ultimo).

In meno di sei ore succede tutto sul Civiglio, la penultima salita di giornata: mentre Nibali esaurisce le energie e rischia pure di cadere per colpa di una borraccia, Valverde e compagnia pedalante pensano più a far perdere lo sloveno Primoz Roglic che a vincere. «Sul Civiglio ho intuito che tutti si stavano marcando, così ho provato ad approfittarne», ha raccontato nel dopocorsa l'olandese. «Potevo riuscirci solo così, in gruppo c'era gente più veloce di me e qualcosa dovevo inventarmi. Se questa è la vittoria più bella? Anche vincere al Tour è stato bellissimo, ma conquistare una classica monumento è incredibile», precisa Bauke che dal prossimo anno avrà come compagno di squadra Nibali alla Trek Segafredo.

Se Mollema giustamente è il manifesto della felicità, l'ex campione del mondo Alejandro Valverde è quello della sconfitta. «Il Lombardia continua ad essere la mia spina nel fianco spiega il murciano - È una corsa che amo, ma mi sfugge sempre», dice laconico.

È un Lombardia avaro di soddisfazioni per noi italiani, una chiusura mesta per un movimento che in ogni caso chiude la stagione al 2° posto nel ranking mondiale, alle spalle del Belgio e davanti a Francia, Olanda e Spagna. Però non piazzare un corridore nei primi dieci, in 113 edizioni, era capitato prima di ieri solo nel 1990.

C'è però un italiano che nelle ultime settimane ha goduto a pieni polmoni ed è Luca Guercilena, team manager dell'americana Trek Segafredo. «La vita è così: per tutta la stagione abbiamo sofferto un po' e poi ci è arrivato tutto assieme. Diciamo che se fino a 15 giorni fa eravamo sul sei meno, in questo momento possiamo darci un sette più spiega il manager milanese - Per noi è stato un finale di stagione davvero spettacolare e ricco di emozioni, del quale non possiamo che essere molto contenti. Il Mondiale con Mads Pedersen e il Lombardia con Bauke è davvero un finale da far girare la testa».