Il fortino belga presidiato dal trio paisà

C'è una spruzzata di tricolore tra il bianco-malva dell'Anderlecht, dove per Silvio Proto, Massimo Bruno, Lucas Biglia la sfida contro il Milan assumerà il sapore di un derby. Tutti figli di paisà, emigrati dall'Italia per lavorare nelle miniere o in fabbrica, ma anche giocatori chiave nello scacchiere tattico della compagine di Bruxelles, tornata al successo in Champions League la scorsa giornata (1-0 allo Zenit) dopo sette anni di digiuno. Adesso il trio dell'ItalAnderlecht gioca contro le proprie origini. Quelle di Proto si trovano in Sicilia, terra che il nonno lasciò per andare a fare il minatore a La Louviere, nel Belgio vallone. Da piccolo il giovane Silvio doveva fare i conti con gli scherzi dei compagni per un cognome che, anagrammato in fiammingo, significa letteralmente «vaff…»; tifava Milan, ma quando lo scorso settembre se lo è trovato di fronte a San Siro non si è fatto tradire dall'emozione, riuscendo a tenere la saracinesca abbassata. Nazionale belga, due volte portiere dell'anno in patria, Proto in carriera vanta anche un gol su azione (nel 2008 di testa al Gent). Ma all'Anderlecht basta e avanza che continui a parare come sta facendo da un paio di anni a questa parte.
Prima dell'attuale stagione, Massimo Bruno aveva collezionato una sola presenza in due anni nel campionato belga. Ma in estate questo esterno destro è diventato l'uomo da 17 milioni di euro; tanto infatti è valso per le casse dell'Anderlecht l'assist che ha mandato in gol Dieumerci Mbokani contro i ciprioti del Ael Limassol nei play-off di Champions. Una giocata che ha permesso ai bianco-malva di qualificarsi alla fase a gironi regalando a Bruno, padre siciliano e madre napoletana, una maglia da titolare.
Le radici di Lucas Biglia si trovano invece a Firenze, da dove emigrarono i suoi avi per stabilirsi a Mercedes, nella provincia di Buenos Aires. Rispetto ai due compagni e quasi connazionali, il regista dell'Anderlecht è quello che è andato più vicino a venire in Italia a giocare. Accadde nel 2005 dopo che si era laureato campione del mondo under 20 con l'Argentina di Messi e Aguero. Lo cercò proprio il Milan, ma l'affare non si concretizzò. Lui ha scelto l'Anderlecht, dove in sette anni ha vinto tre campionati, è diventato capitano nonché nazionale argentino.