La forza delle Olimpiadi fai-da-te

La sfida di governatori e sindaci: potremo pagarcele da soli

L'avevano detto fin dall'inizio i governatori della Lombardia Attilio Fontana e del Veneto Luca Zaia che «si sarebbero pagati da soli le Olimpiadi» se il governo avesse negato un sostegno economico alla candidatura ai Giochi Invernali 2026 di Milano e Cortina d'Ampezzo. Con i sindaci Beppe Sala e Gianpietro Ghedina pronti a fare la loro parte. Così è stato: giovedì alle 18.45 il consiglio dei Ministri ha licenziato la lettera di sostegno alla candidatura olimpica, assicurando solo la copertura per le spese di sicurezza della manifestazione. Il resto, ovvero i fondi per costruire le poche strutture necessarie - il 93 per cento è già esistente -, ce lo metteranno infatti le regioni. La determinazione e la fiducia dei governatori leghisti ha fatto sì che la candidatura venisse portata avanti comunque e, alla fine, sostenuta da Palazzo Chigi. Forti anche del ruolo di locomotive d'Italia e della capacità produttiva, organizzativa e attrattiva per eventuali finanziatori e sponsor privati. Sostenibilità economica, determinazione, capacità imprenditoriale e volontà politica sono le carte vincenti del dossier italiano rispetto a quella dell'avversaria Stoccolma. Che cerca consenso politico e dei propri cittadini.