Froome, una scivolata frantuma il sogno Tour. E getta ombre sul futuro

Il britannico cade durante il riscaldamento al Delfinato: fratturati femore, gomito e costole

Quando cominci a trascorrere più tempo per terra che in sella alla tua bicicletta, forse è il caso di smettere. Questo è un vecchio adagio, una regola aurea che accompagna da sempre i corridori ciclisti, soprattutto i campioni, che spesso sono accompagnati dalla buona sorte e non appena qualcosa comincia a non girare più per il verso giusto, decidono appunto di piantarla lì.

È capitato a Miguel Indurain, che per terra ci è finito ben poche volte se non proprio nella fase terminale della carriera, così come a Lance Armstrong, che a terra c'è andato per altre ragioni, ma ciclisticamente parlando per terra ci è finito quasi mai, se non quando nel 2009 tornò all'agonismo (a marzo si fratturò la clavicola, alla Vuelta Castilla y Leon, ndr) e al Tour finì per le terre, e in quell'esatto momento si percepì chiaramente che per il texano non era più cosa.

È successo a tantissimi campioni di prima grandezza, e da ieri probabilmente questa riflessione sta ammorbando la mente di Chris Froome, classe '85, che un anno fa a Gerusalemme finì per terra sempre in una fase di riscaldamento di una crono: quella inaugurale del Giro. Ieri si è ripetuto, cadendo rovinosamente sempre in una fase di riscaldamento della crono del Giro del Delfinato (vittoria di Wout Van Aert, maglia ad Adam Yates, ndr), prologo naturale del Tour che scatterà il prossimo 6 luglio da Bruxelles.

Una banale caduta in fase di riscaldamento, quando il corridore della Ineos (ex Sky, ndr) era impegnato a provare la crono nei dintorni di Roanne. Una scivolata banale quanto dolorosa. Il britannico vincitore di quattro Tour, un Giro e una Vuelta, è andato a sbattere violentemente contro un muro a bordo strada. Immediatamente soccorso e assistito da un'ambulanza del Samu, Froome ha avuto proprio a bordo strada le prime cure, prima di essere trasferito con l'elisoccorso al nosocomio di Ruen. Per il corridore britannico il referto parla di frattura del femore, anche se in un primo momento si parlava del bacino, di un gomito e di diverse costole.

Fine del Giro Delfinato, come ovvio, ma quel che è peggio, niente Tour. Quindi addio ai sogni di gloria e a quella suggestiva idea di centrare per la quinta volta la Grande Boucle, ed entrare quindi a far parte del ristretto club dei penta campeon che in carriera sono stati appunto capaci di aggiudicarsi la Grande Boucle per cinque volte (Armstrong in verità era arrivato a 7, ma in seguito alle sue ammissioni di doping, sono state tutte cancellate, ndr), come Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain.

«Chris Froome non correrà il Tour de France». La dichiarazione arriva circa un'ora dopo il grave incidente e a darla è il team manager del Team Ineos (ex Sky) Dave Brailsford, che conferma la notizia ad una agenzia di stampa belga. «Senza Froome il Tour non sarà la stessa cosa», ribadisce invece laconico il gran patron della Grande Boucle, nonché organizzatore del Delfinato, Christian Prudhomme.

«Chris era solo in quel momento ha poi spiegato lo stesso Brailsford -. Sembra che abbia staccato una mano dal manubrio per pulirsi il naso, nel momento in cui una fortissima raffica di vento l'ha scaraventato contro un muretto. C'era una vettura dietro di lui che ha chiamato subito i soccorsi, per fortuna c'era un'ambulanza a poca distanza e dobbiamo ringraziare i sanitari e gli organizzatori per l'ottimo lavoro svolto. Per fortuna Chris non ha mai perso conoscenza, e ha parlato con la moglie Michelle». E ancora: «Ora ho il dovere di parlare con la squadra, con tutti i corridori, perché il team è rimasto scioccato da questa notizia. Abbiamo lavorato tutti per mesi per preparare il Tour e oggi tutto il progetto è andato in frantumi. Carriera a rischio per Froome? È ancora presto per dirlo». Ma il fatto che non si sbilanci, non fa presagire a niente di buono.