Froome al via della Tirreno. Ma corre tra i sospetti

Naviga da qualche mese in un mare di guai, anche se ora spera di galleggiare nella Corsa dei due mari. Chris Froome si presenta dopo quattro anni al via della Tirreno-Adriatico, che scatta quest'oggi da Lido di Camaiore con una cronosquadre di 21 km. Il britannico, trionfatore in quattro edizioni del Tour, si porta dietro i sospetti di doping che aleggiano da anni attorno al suo team (la Sky), e da dicembre è alle prese con una controversa positività al salbutamolo, accertata ma non ancora ratificata, visto che dai laboratori di ricerca la questione è passata nelle aule dei tribunali. «Mi chiedete se era il caso che mi autosospendessi? Forse sì, ma per quanto?...», dice il britannico che è da giorni in Toscana, e fa base a Marina di Pietrasanta, assieme ai compagni di squadra Castroviejo, Kiryienka, l'ex campione del mondo Kwiatkowski, Moscon, Puccio e Thomas: un vero e proprio dream team.

Ieri, nella conferenza stampa della vigilia con Nibali, Aru, Sagan e Dumoulin (febbricitante), non sono mancate le domande sulla vicenda del salbutamolo; quel valore doppio (2.000 ng/ml) dell'antiasmatico rispetto al consentito trovato nelle sue urine all'ultima Vuelta e per il quale Froome rischia la perdita della corsa a tappe spagnola (in favore di Vincenzo Nibali, ndr) e 2 anni di stop. «Io sono qui per fare una bella Tirreno, e per provare a vincere una corsa che non ho mai vinto», ha aggiunto il capitano della Sky.

Da parte sua Nibali non si dice al cento per cento: difficile che possa lottare per la vittoria finale. «La vicenda Froome? Sapete come la penso: era meglio che si autosospendesse in attesa di una soluzione della sua vicenda. Così è un danno per tutti».

Al via tutti i più grandi corridori al mondo. Si fa prima a dire chi non c'è: Quintana, che è in Colombia, e Alaphilippe, che corre la Parigi-Nizza. Per il resto ci sono tutti. Anche chi, forse, non dovrebbe esserci.

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