Ganna, inseguimento d'oro sul trono di Coppi e Moser

Sorpresa del baby piemontese che vince il mondiale 40 anni dopo Francesco. La pista azzurra ora sogna

Quarant'anni dopo Francesco Moser ecco Filippo Ganna. Dopo Coppi e Bevilacqua, Messina, Faggin e il trentino di Palù è il momento di questo ragazzo piemontese che non ha ancora vent'anni. Il cognome profuma di storia e sull'anello del London Velopark Filippo Ganna pensa bene di scrivere un po' di storia anche lui, andando a conquistare la medaglia d'oro nell'inseguimento individuale. In una delle specialità più nobili della storia del ciclismo, mettendo in scena una prova maiuscola: partenza lenta, per controllare l'avversario, il tedesco Weinstein, poi un ultimo chilometro da capogiro. Il tempo finale è di 4'16"141, due secondi meglio del rivale. campione del mondo!Il ragazzo che corre ancora tra gli under 23 con la maglia della Colpack di patron Beppe Colleoni, uno dei team dilettantistici più quotati a livello nazionale e da quest'anno vivaio della Lampre-Merida di Beppe Saronni, formazione nella quale esordirà da professionista il prossimo anno, è arrivato alla finale stabilendo il miglior tempo nelle qualificazioni: 4'15127, nuovo record italiano migliorato di 4. Ha il nome di chi ha fatto la storia del ciclismo e del Giro d'Italia in particolare, visto che il Ganna Luigi, muratore varesotto, è quello che alla domanda cosa sta provando dopo aver vinto il primo Giro, diede una risposta che fece epoca: «me brusa tanto el cü». Filippo è un Ganna, ma è piemontese di Vignone, parente alla lontana di questo pioniere del pedale di Induno Olona, ma va veloce in bicicletta come il suo trisavolo. Ha talento, fisico e una gran voglia di lasciare un segno profondo nella storia di uno sport che lui ama in maniera incondizionata e con l'impresa compiuta ieri sera a Londra nella storia di questo sport ci è già entrato. Compirà 20 anni il prossimo 25 luglio ed è salito agli onori della cronaca due anni fa quando sfiorò il podio mondiale a Ponferrada tra gli juniores. «Frequentavo Informatica all'ITIS Cobianchi ci racconta felice il ragazzo - e visto che coi libri avevo parecchi problemi ho preferito, almeno per il momento, abbandonare gli studi per concentrarmi sul ciclismo». Vive a Vignone, nei pressi di Verbania con papà Marco, che lavora per la Guardia di Finanza, mamma Daniela casalinga e la sorella minore Carlotta. Tipo tranquillo ma tosto. Guai fargli un torto: sei finito. Fisico da granatiere, 82 chili distribuiti su 193 centimetri, il ragazzo sogna di diventare qualcuno anche su strada. «Però devo stare più attento al peso, senza perdere in potenza. Il sogno? Diventare un cacciatore di classiche alla Fabian Cancellara, sarebbe il massimo», dice.Inizia a correre per puro caso. «Nessuno in casa ama il ciclismo, papà si diletta con la canoa e mamma con lo sci nautico. La prima gara? Finisco terzo ma non ne voglio più sapere per un po' di anni. Si fa troppa fatica, chi me lo fa fare? dico a papà. Poi ci ho ripensato. Ed è stato meglio così». Meglio anche per noi.