Garozzo resta sul podio, ma scende due gradini

Il campione olimpico in carica si ferma in semifinale e si deve accontentare del bronzo

Serve uno spirito da detective, per seguire i mondiali di scherma e arrivare al bronzo del fiorettista Daniele Garozzo, oro olimpico. Si può seguire solo su federscherma.it e su altri tre siti, perchè la Rai ha perso un canale sportivo e privilegia ingiustamente gli Europei under 20 di atletica, perché a Grosseto, nella città del presidente Alfio Giomi. Le medaglie più importanti sono a Lipsia, dalla cassaforte dello sport italiano. È tutto uno sferruzzare, parate e risposte, come sempre. Giù la maschera e "allez", dice il presidente di giuria, che in semifinale lascerà qualche dubbio al 24enne di Acireale. Incapace di imitare l'altro catanese Paolo Pizzo, campione di spada. Da 7 anni si allena a Frascati, a Rio era al top, in Germania cede in semifinale, 12-15 dal giapponese Saito. Nei quarti era sotto 11-14, finché ne dice 4 all'americano. È il favorito, avanza di 3, scivola sul 6-12, si riprende sino all'11-12, nonostante le interruzioni. Fa caldo, manca la freddezza, nell'arma più amata dagli italiani e Garozzo in coppa del mondo finisce secondo, per un punto. Esce nei quarti il romano Alessio Foconi, 15-13 dal giapponese Shikine dopo la rimonta su Andrea Cassarà. Sempre il nipponico aveva eliminato al secondo turno Giorgio Avola, per una stoccata.

Male la spada femminile, soltanto agli ottavi. Nessuna donna ha mai vinto tre mondiali, la sicula Rossella Fiamingo ci riproverà, dopo gli ori di Kazan 2014 e Mosca '15. Con la polacca Nelip rilancia da 8-11, pareggia a 11 dalla fine. Il sorteggio la premia, con la priorità, ma a 9 scopre la guardia e viene infilzata. Sarà stata distratta dalla squalifica toccata alla staffetta di nuoto, la 4x100 stile libero, con il fidanzato Luca Dotto in prima frazione. Ai sedicesimi è impegnata a fondo dalla deb Alberta Santuccio, lì esce anche Mara Navarria (al supplementare), mentre Giulia Rizzi si era arresa subito.

A parte la russa Deriglazova, mata Italia a Rio, è una scherma volubile, in cui i campioni faticano a confermarsi, per cui chi resiste in nazionale a buon livello è già meritevole. La realtà è che l'Italia in questo decennio è in leggero calo, non ha più quel dominio da cannibale che l'ha accompagnata dagli anni '80. Smettono Vezzali e Trillini, Di Francisca diventa mamma, Andrea Baldini si è fermato a 31 anni.

Oggi si azzannano comunque due titoli a squadre, la sciabola con Luca Curatoli, Luigi Samele ed Enrico Berrè, mentre Dario Cavaliere arriva apposta a sostituire Montano, dalla caviglia distorta. L'Italia è favorita. Anche nel fioretto femminile, con la viceiridata Alice Volpi, Arianna Errigo, bronzo, e Camilla Mancini, in ballottaggio con Martina Batini. Alle 12,15 i quarti, contro Ungheria, più che Giappone. La diretta è dopo le 18, su Raisport, per appuntarsi altre medaglie al petto.