Una genialata del ct l'unica via di uscita

Al ct Ventura bisogna chiedere una plastica dimostrazione di fantasia calcistica applicata allo stato di necessità

Era già un viaggio complicato dal valore dei rivali, dalla modesta condizione degli azzurri e dai precedenti in materia nient'affatto esaltanti. È diventata una missione quasi impossibile rovesciare il destino del girone mondiale: servirebbe vincere, tutti gli altri risultati ci condannerebbero al ballottaggio con le migliori seconde classificate degli altri gruppi. La notte del 2 settembre è diventata ancora più difficile perché l'Italia di Ventura, avvitata sulla famosa BBC, ha perso un pezzo del collaudato trio difensivo, Chiellini, poche ore prima di volare a Madrid. Tutto lo studio effettuato dallo staff tecnico, le esercitazioni di Coverciano e il piano comprensivo di qualche cambio strategico a metà sfida, sono finiti nel cestino dei rifuiti dell'areoporto. Fosse stato disponibile Romagnoli, l'unico affidabile erede in circolazione dello juventino, per il ct sarebbe stato semplice procedere alla sostituzione: fuori uno, dentro l'altro come nelle migliori tradizioni. E invece sul volo di ieri pomeriggio sono saliti due azzurri, Rugani e Astori, più il secondo (per compatibilità di piede sinistro) che il primo, cui eventualmente fare ricorso nel tentativo di suturare lo sbrego e riproporre lo schema a tre. Questa è la soluzione scontata e scolastica che può soltanto moltiplicare gli affanni della Nazionale al Bernabeu. Astori non è Chiellini, l'intesa con gli altri due senatori azzurri Bonucci e Barzagli tutta da perfezionare.

Perciò da ieri è al ct Ventura che bisogna chiedere una plastica dimostrazione di fantasia calcistica applicata allo stato di necessità. Passare da un estremo (3-5-2 ipotizzato fino a ieri mattina per la Spagna) all'altro (4-2-4 accreditato dai cronisti del club Italia) vuol dire non disporre di una bussola che invece il ct deve conservare nella sua valigia. Le migliori risorse del gruppo (Belotti, Insigne, Immobile) sono concentrate in attacco: su quelle dobbiamo puntare per uscire vivi e vincenti dallo stadio che ci regalò il trionfo mondiale dell'82, un mondo fa. Difendersi con juicio lasciando palleggio e iniziativa alla Spagna significa farsi legare al palo del supplizio e puntare soltanto sul vecchio, caro contropiede: se ti fai invadere l'area di rigore dagli spagnoli sono dolori anche per un fuoriclasse come Buffon.

Occorre una trovata, una genialata insomma, per cogliere di sorpresa il rivale che ci aspettava al varco, così squadernando il libro tattico della sfida. Col materiale a disposizione, certo che non è poi così male. Puntando sulla qualità rara dei calciatori italiani: resuscitare quando tutti li danno per morti e sepolti.