Il Giro preso a schiaffi da Lopez e Carapaz

Il colombiano picchia un tifoso che lo fa cadere, l'ecuadoriano a un passo dal trionfo

Monte Avena Una carezza in un pugno. La carezza è alla fine, tra Vincenzo Nibali e Richard Carapaz, la maglia rosa ecuadoriana che è ormai ad un passo dallo storico trionfo. Le sberle e i pugni volano invece sul Monte Avena, quando la maglia bianca di miglior giovane del Giro, che è sulle spalle del colombiano Miguel Angel Lopez, si trova ad essere suo malgrado protagonista di un episodio molto sfortunato. Un tifoso sloveno, con tanto di bandiera, si scontra con lui facendolo terminare a terra. «I tifosi devono avere più rispetto ha spiegato nel dopo corsa Lopez -. Quando mi sono trovato per terra, ho mollato due sberle al tifoso, ma noi siamo lì al limite, con l'adrenalina a mille fin sopra i capelli: i tifosi devono capire che stiamo lavorando».

Fortunatamente capisce anche il collegio di giuria, presieduto dall'olandese Martijn Swinkels. In certi casi e in certe occasioni, spesso i provvedimenti vengono presi anche nei confronti del corridore che in pratica ha di fatto commesso un fallo di reazione, ma la giuria, in questo caso, ha chiuso giustamente un occhio.

Giornata scoppiettante quella di ieri: con sberle, pugni e spinte. Le spinte le prende senza fare un plissé Primoz Roglic. Lo sloveno, in difficoltà, non fa nulla per allontanare il tifoso sloveno che lo prende per la sella e lo accompagna per almeno 20. Alle fine la giuria interverrà con la prova televisiva e gli infliggerà 10 di penalizzazione.

Tornando invece alla corsa, ieri la maglia rosa Carapaz mette in pratica il proprio sigillo su questo Giro numero 102. Il sogno del corridore ecuadoriano e quello di un'intera nazione, ormai è lì, a poche pedalate dalla storia. L'ecuadoriano ieri ha difeso con grande sicurezza e autorità la sua maglia rosa, mantenendo 1'54 di vantaggio su Vincenzo Nibali e incrementando il proprio margine su Primoz Roglic, ora distanziato di 3'16 (anche a causa della penalizzazione).

Per la seconda volta in questo Giro, festeggia Pello Bilbao, che dopo il successo a L'Aquila, s'impone anche nell'ultima tappa di montagna, precedendo Landa e il nostro Giulio Ciccone.

E così oggi, nella crono finale di 17 km attorno a Verona, il Giro proclamerà il proprio vincitore: Richard Carapaz. Vince con pieno merito. Dalla tappa di Courmayeur in poi, abbiamo pensato e scritto che questo giovane corridore ecuadoriano era in maglia rosa non per caso. Certo, se Nibali e Roglic non si fossero comportati come due ragazzini al bar, che si fanno i dispettucci per non favorire l'altro, forse la corsa avrebbe preso una piega diversa. Ma Carapaz non è lì per caso. Non possiamo consideralo il terzo incomodo che gode tra i due litiganti: è semplicemente il più forte.

C'è un dato che è lì davanti ai nostri occhi: mai Nibali e Roglic sono riusciti in queste tre settimane a staccare Carapaz. Semmai è successo esattamente il contrario. Il nostro Vincenzo, ancora una volta, va in ogni caso sul podio. Per la sesta volta negli ultimi sei Giri corsi. Avesse vinto, sarebbe adesso il vincitore più anziano di tutti i tempi, ma poco cambia. Uno così, sarebbe da clonare.