Il Giro di Viviani non gira. A Modena è ancora secondo

Una caduta decima il gruppo, ma Elia finisce battuto dal francese Demare: "Non ne va bene una, però non mollo"

Viviani (a sinistra) battuto da Demare. A destra Selig

È un Giro che non gira per Elia Viviani. Sembra che giri davvero tutto storto al campione d'Italia, che arriva sempre lì, ad un passo dalla vittoria, ma a vincere è sempre qualcun altro. «Non c'è niente da dire: Arnaud (Demare, ndr) ha fatto una bellissima volata e io ho perso perché sono stato meno bravo di lui». Il campione d'Italia smaltisce velocemente la delusione per l'ennesimo traguardo gettato alle ortiche. Di volate, in questo Giro, non ce ne sono poi molte e il veronese vuole assolutamente portare a casa almeno una vittoria (un anno fa firmò quattro successi, più la maglia ciclamino della classifica a punti).

Sembra per lui una corsa stregata, ma Viviani ostenta tranquillità. «È chiaro che mi aspettavo qualcosa di più da questo Giro dice -. A Fucecchio ho preso la ruota sbagliata e Ackermann mi ha preceduto di poco. A Orbetello ho vinto, ma sono stato declassato dalla Giuria e dal Var che ha giudicato il mio sprint scorretto per un cambio di direzione. A Terracina ho perso perché sono arrivato con le gambe di legno. A Pesaro mi ha anticipato Caleb Ewan che è stato il più lesto. Oggi (ieri per chi legge, ndr) ho perso perché non ero il più forte. Ora c'è Novi Ligure (oggi, ndr) e poi Santa Maria di Sala: io non mollo».

Arnaud Demare festeggia. «Che liberazione! La squadra è stata davvero forte, i miei compagni mi hanno pilotato alla perfezione, sono davvero contento di aver completato il loro lavoro centrando il risultato pieno. A Novi Ligure c'è un'altra occasione per i velocisti, faremo del nostro meglio per ripeterci».

A rompere la monotonia della tappa, la fuga senza speranza di Luca Covili, il più giovane italiano in corsa, e del giapponese Sho Hatsuyama: partiti al km 0, sono stati raggiunti a 22 km dalla conclusione da un gruppo che non ha mai lasciato loro spazio.

Poi la volata finale, anche se tanti velocisti sono stati costretti a curarsi le ferite causate da una bruttissima caduta verificatasi nell'ultimo chilometro di corsa e generata dalla maglia ciclamino Pascal Ackermann. Tra quelli usciti malconci i nostri Moschetti, Consonni, Mareczko e Simion.

Valerio Conti sorride anche a Modena, la maglia rosa è ancora sulle sue spalle. «È stata una giornata tranquilla, ma come abbiamo visto nell'ultimo chilometro il pericolo è sempre in agguato. Per fortuna ero lucido. Io resto con le antenne super dritte e farò di tutto per tenere ancora un po' questa maglia che è bellissima».

Dopo la carrambata nei giorni scorsi di Carlo Verdone, beniamino della maglia rosa, per il romano è arrivata ieri una nuova sorpresa: la telefonata del ferrarista Charles Leclerc. «Non me ne intendo molto di ciclismo ha detto - ma se sei primo vuol dire che hai fatto un lavoro straordinario» le parole del ferrarista.