Giusto multare i like di Soriano

di Felice Manti

«Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre», amava dire Winston Churchill. E quindi come si fa a non punire il doppio scivolone social dell'ex Samp e Villareal Roberto Soriano? Il calciatore ha messo un like alla foto del rigore di Cristiano Ronaldo, decisivo per la sconfitta del Toro nel derby, regalo dell'ex juventino Simone Zaza (che ne meritava uno a favore, ma tant'è). Roba da plotone d'esecuzione, per stare alla metafora di Churcill. L'aggravante è che CR7, dopo aver tirato il penalty ha irriso con un gesto sprezzante il carneade Ichazo, che per un soffio non è entrato nella storia del calcio come il granata Renato Copparoni, il primo a parare un rigore a Maradona in Italia.

La società guidata da Urbano Cairo ha multato Soriano e ha fatto bene. Chi dice che «così si infiammano le curve» racconta balle. A far infuriare i tifosi è il dribbling con cui Soriano ha provato a smarcarsi («È stato un errore dovuto alla velocità nello scorrere le pagine, non voleva essere una provocazione»). Peggio di un autogol. Così come quel «Scusate e Forza Toro», una blanda dichiarazione d'amore più falsa di una moneta da tre euro. E peraltro Soriano ha rimesso un altro like (anche questo poi rimosso) ad un'immagine di Dybala e Matuidi.

La fermezza della società dimostra forse altro. Qualcuno maligna che dietro il (finto) errore ci sia la volontà - legittima - di cambiare aria (Cagliari e Sampdoria lo cercano), e che quindi il like sia il pretesto per scappare da una squadra e da un mister con cui non è scattata l'alchimia giusta. Se Soriano ha voglia di farsi perdonare davvero per una foto faccia uno scatto. Ma d'orgoglio, magari palla al piede verso la porta.