Gol e corse con il joystick Il videogame diventa sport

Fifa, F1, Cio aprono agli eSport, nuova miniera d'oro E club e team ingaggiano i campioni della consolle

«Tutto il pomeriggio che vai avanti con quei videogiochi, ma non preferiresti fare un po' di sport?». «Ma mamma, io sto facendo sport». E non c'è molto altro da aggiungere, il piccolino ha ragione: i videogiochi sono ormai dei veri e propri sport. E pace all'anima dei genitori, costretti così a trovare una nuova formula per invitare i propri figlioletti ad andare a giocare all'aria aperta.

Siamo di fronte ad una rivoluzione sportiva, a tal punto che la Fifa ha appena annunciato la nascita della eNations Cup, torneo che vedrà partecipare 16 nazionali composte da due giocatori (uno per console, Ps4 e Xbox). Si tratta del primo torneo dedicato a squadre nazionali, ma non ci saranno qualificazioni: le squadre, provenienti da tutte le confederazioni FIFA, parteciperanno su invito. Saranno poi proprio quest'ultime ad organizzare tornei interni per scegliere chi rappresenterà la propria nazione.

È chiaro, quindi, che si è giunti ad un punto di non ritorno: piacciano o non piacciano, gli eSports sono ormai una realtà che il mondo dello sport non può (e non vuole) più ignorare.

Ma cosa sono gli eSport? Con questo termine, letteralmente sport elettronico, si indica il giocare a videogiochi a livello competitivo organizzato e professionistico. Da qui a stravolgere il concetto di sport, però, ce ne passa. Eppure negli ultimi anni questo fenomeno è cresciuto a dismisura e nessuno può più far finta di nulla, Cio compreso. Oggi, infatti, non si può parlare più di sport e sport, perché quella e da semplice congiunzione si è duplicata diventando anche un prefisso: oggi si deve parlare di sport e eSport.

Nel 2018 sono state circa 380 milioni le persone che li hanno seguiti in tutto il mondo (soprattutto da Nord America, Cina e Sud Corea). Lo scorso anno il settore ha toccato quota 900 milioni di dollari e nel 2019 dovrebbe facilmente superare il miliardo. È ormai un movimento consolidato, con regole precise e che offre la possibilità di competizioni ad alto livello con avversari provenienti da tutto il mondo, come la FIFA eNations Cup.

Cosa sta dietro a questa e-splosione? Il 2019 Global Esports Market Report, analisi di Newszoo, ha stimato che oltre l'80% degli introiti derivi dai diritti televisivi o streaming (Twitch è la piattaforma principale), dalla pubblicità e dalle sponsorizzazioni. Queste ultime, in particolare, rappresenteranno la fetta più sostanziosa di ricavi, a 456,7 milioni di dollari nel 2019. Aumenteranno anche gli spettatori, che sfioreranno il mezzo miliardo. Ora si spiega il perché alcuni gamer prendano cifre a sei zero: sono la punta di un iceberg in continua crescita.

Davanti a tutto ciò, gli sport tradizionali non potevano rimanere impassibili. E così hanno teso la mano agli eSport, dando vita ad un connubio le cui potenzialità stanno iniziando a manifestarsi solo ora.

La Sampdoria, ad esempio, in estate ha acquistato il Cristiano Ronaldo degli eSport: Blackarrow, nome d'arte del ventenne tedesco Leon Aussieker, è già stato primo al mondo su Fifa 19. Un po' come aver vinto un Pallone d'Oro. Ma se Blackarrow è il CR7 della situazione, l'Empoli si può considerate la Juve: la società toscana, infatti, domina nel campionato AIPC. A breve, inoltre, anche le nostre big dovrebbero sbarcare nel mondo virtuale.

Nel basket, invece, c'è solo l'Orlandina, primo e per ora unico club cestistico italiano nel settore. Anni luce di distanza dal NBA americana, dove c'è persino un campionato, la NBA 2K League.

Per non parlare della F1, dove Liberty Media organizza un vero campionato del mondo: la F1 eSports Series.

E il settore inizia a pedalare anche nel ciclismo. La Zwift, start-up californiana, ha annunciato infatti la nascita della Kiss Super League, il primo campionato di ciclismo virtuale, alla quale parteciperanno squadre Professional e Continental.

La prossima sfida del settore, forse quella più importante, rimane però quella di raggiungere lo status di sport riconosciuto da tutti. Come? Entrando a far parte dei Giochi Olimpici. Questo tema è già sul tavolo del Cio, che non ha chiuso alla possibilità, a patto però di dotarsi di organizzazioni capaci di garantire il rispetto delle regole e ovviamente non si potrà andare contro i valori olimpici (al bando gli sparatutto).

Intanto un piccolo grande passo verso la santificazione sportiva è stata fatta. Sì, perché, il Comitato Organizzativo dei Giochi del Sud Est Asiatico e delle Filippine (PHISGOC) ha annunciato che saranno sei i videogiochi competitivi attraverso i quali gli atleti potranno guadagnare delle medaglie ai prossimi Giochi del Sud Est Asiatico (a dicembre nelle Filippine). E alcuni di questi sono eSport violenti, con tanti cari saluti al Cio che, come i genitori con i figlioletti, non può far altro che accettare questa realtà sempre più virtuale.