Gol, scontri e feriti. Ora la bella Roma teme solo i suoi tifosi

La Uefa si spaventa per Euro2020 e apre un'inchiesta sugli incidenti dell'Olimpico ma assegna la finale Champions '16 a Milano. Gervinho da reietto "inglese»"a superstar

Roma - I cinque squilli della Roma suonati nella notte del ritorno in Champions (mai così tanti nella più importante manifestazione europea) fanno ancora rumore. Gioco, reti e spettacolo per una squadra che parla tante lingue, dalla proprietà americana al tecnico francese passando per i 16 giocatori stranieri in rosa. Se poi gli italiani sono Totti, De Rossi - assente mercoledì per squalifica - e De Sanctis, senza dimenticare Florenzi e Astori, allora si può sognare in grande anche in Europa.

Ieri l'Uefa ha assegnato, come previsto, la finale di Champions del 2016 allo stadio Meazza di Milano. La promozione di San Siro (che tornerà ad ospitare l'evento dopo 15 anni) ha il suo contraltare nei nuovi episodi di follia ultras nella Capitale. Otto arresti, tra cui un supporter della Roma identificato con le immagini nei disordini che hanno portato all'accoltellamento di un russo, otto Daspo, tredici steward e 4 agenti feriti. «Era un agguato studiato a tavolino dai russi - racconta uno degli steward che rischia la vita per soli 37 euro a partita -. La polizia è arrivata dopo cinque minuti, eppure la celere era lì, sono intervenuti quando cinque di noi erano già a terra». «Dalle autorità russe nessun allarme su presenza di ultras», ha detto il questore di Roma Massimo Mazza.

L'Uefa aprirà un'inchiesta per gli scontri avvenuti («scene intollerabili e incomprensabili considerando che era la prima gara di Champions, arriveranno sanzioni», così il segretario generale Infantino): la Roma potrebbe rischiare solo una multa, mentre il Cska anche la squalifica del settore ultras in casa. Oggi da Nyon dovrebbe arrivare l'ok per inserire l'Olimpico tra le sedi di Euro 2020. Nessun collegamento con i fatti di mercoledì sera, visto che il dossier presentato dalla Federcalcio è di assoluto livello, ma altre nazioni stanno facendo pressioni, evidenziando proprio gli ennesimi fatti gravi avvenuti nella Capitale. Se Roma riceverà - come è probabile - le partite di un girone e un quarto di finale, bisognerà porsi non solo il problema dei parcheggi, ma anche quello della sicurezza attorno all'impianto.

I veri tifosi parlano invece delle sgroppate di Gervinho, la scommessa ormai stravinta di Garcia. Inutile ormai ricordare lo scetticismo con cui era stato accolto poco più di un anno fa, inutile ripensare alla stagione fallimentare in Premier league, non certo un bel biglietto da visita per l'ivoriano. Di lui ora si parla solo per il look inconfondibile e per lo strano «nickname» brasiliano, visto che è africano d'origine. Oltre che dei gol e degli assist sfornati ai compagni. Sì, perché Garcia lo ha voluto con sé vista la sua capacità di scardinare le difese con un movimento incessante e indiavolato. E pazienza se a volte sbaglia anche qualche gol facile, gli errori di mira ci stanno quando si corre a velocità supersonica.

Contro il Cska Gervinho è andato a nozze, sfruttando le amnesie difensive russe ed eguagliando in soli 31 minuti il bottino di reti in Champions già ottenuto con l'Arsenal in 11 sfide. Tanto che la stampa inglese lo celebra come il «nuovo re di Roma» e il Guardian pone l'accento sulla sua parabola «da fonte perenne di frustrazione per i tifosi dell'Arsenal a indiscussa stella dei giallorossi». Poi gli assist: nove nella scorsa stagione (come i gol segnati), già uno ieri per Iturbe prima dell'infortunio dell'argentino. La strada è lunga, la Champions è un palcoscenico che richiede conferme a ogni replica dello show, se si vuole esserne attori protagonisti. Ma essere pezzi unici aiuta e Gervinho sicuramente lo è. Il primo ritorno in Inghilterra da avversario tra 11 giorni (trasferta a Manchester, tappa già decisiva per il girone) sarà la cartina tornasole.

I dubbi, alla vigilia di un periodo zeppo di impegni (cinque sfide in 16 giorni fino all'atteso Juve-Roma del 5 ottobre) restano ora legati all'infermeria che si sta pericolosamente riempiendo. La difesa perde pezzi: dopo Castan, fermo per un guaio muscolare e ora per una fastidiosa otite, ai box c'è Astori per una distorsione del ginocchio destro con lesione al collaterale: sarà out per un mese. Meno grave l'infortunio di Iturbe (oggi la diagnosi) che salterà la sfida di domenica con il Cagliari.