Guarin regala il derby all'Inter

Il derby di Milano deciso da un gran gol del colombiano. L'Inter, con 9 punti, è da sola in testa al campionato

Dopo tre partite i nerazzurri sono soli in testa alla classifica a punteggio pieno. E un derby vinto. Davvero niente male per Mancini.

Nelle formazioni iniziali il tecnico nerazzurro sceglie Medel in difesa al posto di Miranda e Perisic dietro Jovetic-Icardi. Nel Milan c'è Montolivo davanti alla difesa, con Honda a supporto di Bacca e Luiz Adriano. I ritmi nel primo tempo sono alti e la partita è equilibrata, con un'occasione per parte. La prima è del Milan, con Luiz Adriano che non riesce a infilare l'attento Handanovic, dopo una bella azione di contropiede innescata da un erroraccio di Murillo. Poi tocca a Icardi mangiarsi letteralmente un gol solo davanti a Diego Lopez.

Nella ripresa Guarin si carica l'Inter sulle spalle e sblocca il risultato: una perla delle sue, di sinistro, trafigge Diego Lopez insaccandosi nell'angolino basso a destra. Il Milan non ci sta e reagisce d'orgoglio, con Mihajlovic che getta nella mischia Balotelli, al posto di Bacca (molti tifosi rossoneri non apprezzano: dobbiamo pareggiare e togliamo una punta?). Supermario fa vedere subito di essere al top, e sfiora il gol in due nitide occasioni. Prima centra il palo, al 23', con un destro potente da fuori area. Poi, quasi alla fine, con una punizione da quasi trenta metri spaventa Handanovic: il bolide sembra telecomandato e si dirige verso l'angolino ma il portierone nerazzurro in tuffo fa il miracolo. L'Inter soffre ma chiude bene gli spazi, con Ranocchia subentrato a Perisic che va a dare una grossa mano alla difesa.

La Madonnina di Milano sorride all'Inter, che guarda le avversarie dall'alto della classifica, anche se siamo appena alla terza partita. Mancini, però, può dirsi più che soddisfatto. Soprattutto per la prova di carattere e la sostanza dei nuovi acquisti. Per i rossoneri, poco incisivi nella ripresa, i punti in classifica sono solo tre: nel prossimo turno, in casa contro il Milan, urge un pronto riscatto.

L'uomo partita, il colombiano Guarin, è al settimo cielo: "Un gol come questo rimarrà nella storia - dice ai microfoni di Premium Sport -. Stiamo dimostrando che abbiamo valore, ma dobbiamo continuare a pensare partita dopo partita. La dedica è per miei figli, li amo".

"Un derby vinto alla terza giornata, quando le squadre non sono ancora al massimo della condizione, è importante", ammette Mancini a fine gara. "Abbiamo fatto cose buone e altre meno buone, visto che ho impiegato due giocatori nuovi con pochissimo allenamento e poca conoscenza della squadra, abbiamo giocatori fuori condizione e non siamo alti e aggressivi come nei secondi sei mesi della passata stagione ma dipende questo dalla condizione atletica e dalla conoscenza fra i nuovi. Non siamo al top ed è normale che sia così". E allora ben venga questa vittoria, insomma, anche se "la classifica non conta in questo momento, le squadre sono tutte lì e ci vorranno 10-12, anche 15 partite perché il campionato si assesti. La Juve è casualmente lì - il riferimento ai bianconeri con un solo punto - e tornerà a essere protagonista, è una grande squadra. E' lunga, dobbiamo lavorare moltissimo".

Si può già, timidamente, pensare allo scudetto? Decisamente troppo presto. Mancini lo sa: "Le grandi squadre devono puntare al massimo obiettivo ma Juve, Roma e Napoli sono più attrezzate di noi per vincere. Noi dobbiamo fare il massimo e poi si vedrà". Per quanto riguarda i nuovi, "Melo ha giocato nel suo ruolo, Perisic invece ha giocato in un ruolo non suo, ha avuto qualche difficoltà all'inizio, poi è andato meglio ma lo abbiamo avuto due giorni fa, era difficile che potesse fare una grandissima partita". In difesa Medel è stato preferito a Ranocchia. "Andrea non giocava, Medel ha sempre fatto bene da centrale nel Cile, è esperto in quel ruolo, è furbo, capisce quando deve anticipare e conosce bene i sudamericani. E poi può giocare ovunque, troverà quasi sempre spazio nella squadra". Infine una battuta su Balotelli: "Quando è entrato ci ha messo in difficoltà, il tiro ce l'ha, ci teneva al derby e se lo lasci tirare è chiaro che qualche difficoltà la crea".

"Oggi abbiamo giocato bene - osserva Mihajolvic ai microfoni di Sky Sport - con l'Empoli avevamo giocato male. Abbiamo creato occasioni e giocato con personalità. Ci è mancato solo il gol, non meritavamo di perderla". Il tecnico rossonero è soddisfatto della prova dei suoi giocatori: "Il risultato è importante ma oggi ho ritrovato la mia squadra. Non potevo chiedere di più ai ragazzi: la differenza è stata che loro hanno fatto gol, noi no". I tifosi ora aspettano i risultati. E sperano che Supermario continui a giocare così.

Commenti

meloni.bruno@ya...

Lun, 14/09/2015 - 07:29

Un'attaccante non deve per due volte sfiorare i pali,ma buttarla in rete,come ha fatto nelle due occasioni presentatesi a Matri della Lazio entrato nel secondo tempo.