«Hey Mercedes...» L'intelligenza artificiale sulla nuova Classe A

Mbux è il sistema multimediale che risponde al guidatore. E capace di sapere tutto di lui

Piero Evangelisti

Spalato Svolta, nuovo corso o rivoluzione? In Mercedes-Benz propendono per quest'ultima quando introducono la nuova Classe A, la quarta nella storia del modello che continua a essere il primo gradino per accedere al mondo della Stella, ma che, ora, è equipaggiata di tecnologie che non ci sono nemmeno sulla Classe S. La rivoluzione parte dall'anima, con buona pace di Gorden Wagener, chief designer di Daimler Ag che, comunque, ha trasfuso nella nuova Classe A la grafica introdotta sulle Mercedes più recenti: ridotte al minimo le linee e le nervature che per lungo tempo avevano appesantito il corpo delle premium di Stoccarda.

La nuova versione (che cresce in lunghezza di 10 cm raggiungendo i 4,40 metri) appare complessivamente più matura anche se, come ci hanno ricordato più volte nel corso del primo test di guida su strade (molte) e autostrade (poche) a Nord di Spalato, è stata sviluppata pensando a un pubblico più giovane. È dedicata a loro l'«anima» che ha un nome complesso: Mbux, Mercedes-Benz User Experience, un sistema multimediale dotato di intelligenza artificiale che risponde non appena si pronunciano (con un volume udibile, ma assolutamente educato) due paroline magiche - Hey Mercedes con le quali nascerà un rapporto molto particolare tra il guidatore e la vettura che, grazie a Mbux, arriverà a conoscere tutto del suo interlocutore (Mercedes assicura che è garantita la massima discrezione).

Mbux ci era stato presentato alcuni anni fa a Sunnyvale, nel centro avanzato di Mercedes nella Silicon Valley, e metterlo adesso alla prova guidando l'auto è stato come entrare in un futuro divenuto presente. Con Mbux la nuova Classe A diventa poliglotta, apprende anche le lingue più rare (tutte le Classe A in circolazione sono sempre online) e risponde anche a un linguaggio colloquiale. Visto il traguardo raggiunto è risultato ovvio che Mbux abbia preso il sopravvento sulle tante innovazioni della Classe A (sarà la base per la realizzazione di 8 modelli contro i 4 attuali) che hanno tuttavia trovato spazio nei quattro workshop nel corso del test che si è svolto a tappe con soste di apprendimento tecnologico lungo il percorso in luoghi che esaltano la bellezza della costa croata, dove l'Adriatico si insinua tra le innumerevoli isole e la terraferma, offrendo panorami da cartolina. Non si può dire altrettanto delle strade, sia per il fondo sia per linee tracciate con mano non proprio ferma che hanno richiesto un superlavoro al Lane Assist, a volte un po' brusco nel riportare l'auto in carreggiata.

Al volante della Classe A 200 (motore a benzina 1.3 che arriva dalla partnership con Renault e mette a disposizione 163 cv e una coppia di 250 Nm già a 1.620 giri) abbiamo apprezzato l'accresciuto comfort («si può andare da qui a Stoccarda tutto di un fiato e arrivare rilassati», ci ha dichiarato con orgoglio un ingegnere tedesco). Per conquistare i giovani il vivace propulsore a benzina della 200 (c'è anche una 250 da 224 cv) è ottimo, ma molti italiani continueranno a preferire la 180d con l'1.5 da 116 cv abbinato solo al cambio automatico 7G-Dct. Aumentano di poco i prezzi (si parte dai 29.900 euro della 180d Executive), ma aumenta la dotazione di serie che include Mbux con touchscreen (schermo da 7, al top ci sono i due schermi affiancati da 10,25) e touchpad.