«Hold'em e pallavolo: tecnica e strategia» l'intervista »

«Sì forse sotto rete c'è la stessa pressione e la stessa attenzione agli atteggiamenti che c'è al tavolo di poker quando si sta giocando una mano. Devi cercare di non mostrare debolezza quando sei in difficoltà e capire cosa farà l'avversario anticipandone le mosse e confondendogli le idee a tua volta».
Dalla pallavolo a livelli mondiali al ballo in tv, dove è diventato una vera e propria star, per finire nei tornei di poker dal vivo. Luigi Mastrangelo, super campione di volley con 5 ori e 15 medaglie totali in carriera tra giochi olimpici, europei, World League e Coppa del Mondo, ieri ha dato lo shuffle up and deal della Grand Final delle PokerClub Live Series al casinò de la Vallée di Saint Vincent. La finalissima del circuito di poker live di Lottomatica Gtech che ha riscosso un grande successo tra Venezia e la Val d'Aosta nella stagione 2013, è in corso fino a lunedì 27 gennaio.
Per Luigi, però, non è la finalissima ma un esordio bello e buono, forse l'inizio di qualcosa.
«Non sono mai stato ad un evento di poker live così importante, lo ammetto. Non sono un grandissimo amante del gioco e quindi non sono un player eccezionale. E' la seconda volta che mi trovo ad un tavolo di poker in un evento ufficiale ma devo dire che sono molto incuriosito da questa disciplina».
Sembra di capire che Lottomatica è nel suo destino: quando è stata la prima volta col poker?
«Fui invitato ad un evento a Roma sempre per questa poker room grazie alla mia amica Pamela Camassa (testimonial proprio di PokerClub da anni, ndr). Un torneino che però fu molto divertente».
È la prima volta anche per un pallavolista nel poker: sei un precursore in tutto per il tuo sport?
«Sì probabilmente sono il primo ad andare in giro, in tv, ora nei tornei. Penso di essere il nome più rappresentativo al momento per questo sport ma ci sono tantissimi campioni giovani che presto si faranno un nome. Tutto questo non è inutile ma serve ad avvicinare appassionati al volley e fare delle apparizioni in altri mondi può essere senz'altro utile».
Analogie tra poker e volley?
«Di sicuro la pallavolo è uno sport molto mentale in cui la tecnica e la strategia sono fondamentali, proprio come questa disciplina. Come detto anche la psicologia è importante e forse ci vuole la “faccia da poker“ quando si è sotto rete nei momenti clou delle partite. In quel momento bisogna tenere duro e mascherare le debolezze altrimenti l'avversario può trovare il punto debole e colpire proprio lì».
Proprio come nei tells, insomma. Conosci qualche giocatore di poker? Come affronterai questa sfida?
«Ho visto tanti campioni ai tavoli ma ne conosco pochi. Su tutti c'è Max Pescatori, pro di PokerClub e due volte campione del mondo di questa disciplina. Chissà cosa riuscirò a fare? Spero di andare avanti almeno fino al day2. Forse potrò sfruttare il vantaggio dell'imprevedibilità del principiante e le qualità che ho acquisito in anni di sport».
Sai che tanti altri sportivi si sono confrontati attorno ad un tavolo da poker recentemente a Praga: chi sogneresti di sfidare?
«Ad un tavolo da poker tutti possono sfidarsi. Non potrei mai sfidare i miei miti Michel Jordan e Kobe Bryant, solo così potrei giocarci contro».
Una carriera lunghissima da sportivo e poi l'esperienza di Ballando con le Stelle: cosa vuoi fare da grande?
«Dopo 20 anni di sport per ora ho smesso. Non voglio neanche fare l'allenatore, sarebbe la stessa cosa, farei sempre la stessa vita. Dopo l'esperienza in tv ho deciso che il mio futuro è quello. Pensate che per strada mi riconoscono per il ballo e non per le 15 medaglie vinte, pazzesco. Vorrei condurre qualche programma o continuare a partecipare come sto facendo adesso. Spesso sono invitato a Tiki Taka (il programma sul calcio di Italia1 con Pierluigi Pardo, ndr) e Quelli che il Calcio (Rai2, ndr). Il mio sogno sarebbe fare l'attore ma - è incredibile - per il cinema italiano sono troppo alto».


Luigi Mastrangelo