Da Hong Kong alle Cayman: ecco le scatole cinesi che portano a Thohir

Dietro all'indonesiano ci sono società finanziarie sconosciute e paradisi fiscali

C'è un flusso di denaro che dalle isole Cayman arriva dritto dritto nelle tasche di Erick Thohir. Ne parla oggi il Corriere della sera, svelando che a monte dell'Inter ci sarebbero società finanziarie sconosciute e paradisi fiscali. Nessuna di queste società ha dipendenti né uffici operativi. L'unica cosa che risulta è un domicilio, dove un addetto ritira regolarmente la posta. La triangolazione parte da Hong Kong e fa sponda alle Cayman, dove è registrata la Merdeka Investment Ltd, che controlla le quote delle holding di Thohir. Maliziosamente il quotidiano rileva che la personale consistenza patrimoniale del presidente nerazzurro è sempre più un punto di domanda. Dall'Inter, informata a priori del contenuto dell'inchiesta del Corriere, non è arrivata alcuna risposta né precisazione. Prevale, dunque, l'assoluto riserbo.

Ma come si arriva dall'Indonesia (paese di Thohir) al paradiso fiscale delle Cayman? Il presidente nerazzurrio è entrato nella proprietà del club (novembre 2013) con un aumento di capitale di 75 milioni. L'anno scorso con 230 milioni (operazione diretta da Goldman Sachs), è stato rifinanziato il debito del club. Come garanzie le banche ottengono le principali quote del club e i marchi. Al contempo anche Thohir presta soldi al suo club, con 22,3 milioni. Per alcuni è un'operazione strana, visto che è previsto un tasso dell'8%, con il presidente che ogni anno porta a casa 1,78 milioni di euro. Ma torniamo al prestito concesso all'Inter dall'International Sports Capital di Hong Kong (che detiene il 70% delle quote del club). Scade il 29 maggio ma è prevista una proroga. A controllare la società di Hong Kong è l'Asian Sports Ventures attraverso la Merdeka Investments.

All'ultimo gradino della piramide c'è Nusantara Sports Ventures, che fa capo a Thohir ma, curiosamente, come tutte le società del presidente nerazzurro, condivide la sede con quelle del cinese Kenneth Huang, l'uomo che nel 2012 stava per rilevare il 15% delle quote dell'Inter. Il maggior punto di domanda è Merdeka, gestita da professionisti dell'Intertrust. Resta da capire quanti soldi abbia versato alle società di Thohir e di chi sia davvero questo denaro, se di Thohir stesso o di qualcun altro, magari un suo familiare o altre persone facoltose.

L'unica certezza che si rileva è questa: sulle due holding di Thohir è iscritto un pegno (garanzia) a favore della società di Cayman e di una sua succursale di Singapore. Che cosa significa? Il creditore, attraverso questo pegno, può incassare la somma prevista se il debito non viene estinto. La scadenza è stata fissata al 15 novembre del 2016. Entro quel termine Thohir intende risanare i conti dell'Inter, possibilmente rilanciando il club (i due obiettivi giocoforza sono strettamente connessi). Può essere che, alla fine, il meccanismo messo in piedi sia solo un sapiente (e del tutto lecito) gioco a incastri per tutelarsi il più possibile. Restiamo in attesa, però, che Thohir fornisca la sua versione dei fatti, in modo da fugare ogni dubbio sul mistero delle "scatole cinesi" che controllano l'Inter.