I nostri Under 21 hanno grande qualità. Ma giocano ancora poco nei loro club

Solo in 9 con 30 presenze: Audero il più utilizzato, Tonali stakanovista in B

L'Europeo in casa, con una squadra molto competitiva, sognando di ritrovare quel successo che manca dal lontano 2004, ma con i soliti cronici problemi. L'Italia Under 21 di Gigi Di Biagio si presenta ambiziosa e fiduciosa alla rassegna continentale che tra domani - esordio per gli azzurri contro la Spagna - e il 30 giugno si disputerà tra Bologna, Reggio Emilia, Udine, Cesena, Trieste e Serravalle (quest'ultima unica sede a San Marino).

Il selezionatore degli azzurrini è riuscito a mettere insieme un gruppo dal quoziente tecnico medio decisamente elevato, pur combattendo quotidianamente (e per tutto il suo corso) con lo scarso utilizzo di tanti nostri giovani, che faticano ad essere titolari e a trovare spazio in serie A. Solamente nove giocatori di questa Under sono riusciti a giocare almeno 30 gare di massimo campionato in questa stagione. Nessuno dei nostri ragazzi è riuscito ad andare in doppia cifra di reti nei tornei 2018/19, solamente Federico Chiesa, Nicoló Barella, Rolando Mandragora, Sandro Tonali (in serie B) ed Emil Audero hanno mantenuto i gradi da titolare per tutto l'anno nelle rispettive squadre. Un'incognita che ormai affligge da anni il nostro campionato.

Su 543 giocatori scesi in campo nella Serie A terminata a maggio, soltanto 222 erano italiani. E di questi soltanto 58 nati dal 1996 in poi, cioè l'anno dal quale hanno potuto convocare i loro giocatori i Ct delle Nazionali di questo Europeo. Un numero basso, soprattutto se paragonato a quello degli altri quattro principali campionati europei: solo in Premier League (53) si contano meno pari età locali con almeno una presenza nella stagione appena conclusa. Il paragone con l'estero prende una piega ancor piú negativa se consideriamo gli anni 1997, 1998, 1999, cioè quelli chiave per questo Europeo Under 21, i nuclei principali di tutte le 12 squadre presenti.

Sono stati 31 gli italiani nati in questi tre anni ad aver messo piede sul terreno di gioco nell'ultima serie A, meno che in Premier League (32), nella Bundesliga tedesca (39), nella Liga spagnola (50) e nella Ligue 1 francese (82). Un quadro che fotografa perfettamente una situazione che fatica a cambiare, nonostante la stessa Italia di Roberto Mancini abbia mostrato evidenti progressi nelle ultime uscite. Le più accreditate avversarie degli azzurrini, dalla Spagna di Fornals, Mayoral, Fabian Ruiz e Oyazarbal, all'Inghilterra di Sessegnon, Solanke, Gray, dalla Francia di Dembelé e Bamba, alla Serbia di Jovic e Milenkovic, vantano parecchi titolari nei club dei principali tornei europei. Un fattore determinante e da tenere in considerazione nell'analisi complessiva dell'imminente rassegna continentale.

L'Italia, che ha alzato il trofeo cinque volte (nessuno come noi), ha disputato una sola finale dell'Europeo Under 21 nelle ultime sette edizioni - nel 2013 contro la Spagna - e non solleva questo trofeo da 15 anni. Creare nuclei giovani e forti, da noi, pare essere sempre piú complicato.

Commenti
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Flex

Sab, 15/06/2019 - 11:02

Il calcio maschile, a mio avviso, è quasi inguardabile, hanno tutti il "sedere pesante" o tornano a correre come Gazzelle allenandosi seriamente o non ci sarà d'aspettarsi niente di meglio.