Ibrahimovic si confessa: "La Serie A mi manca"

Zlatan Ibrahimovic ha voglia di tornare in Serie A e a gennaio potrebbe fare ritorno in Italia: "Vorrei andare in una squadra che punti allo scudetto, posso ancora fare la differenza"

Zlatan Ibrahimovic sarà libero da ogni vincolo contrattuale con i Los Angeles Galaxy dal primo gennaio 2020 e da quel momento in poi sarà libero di accasarsi con qualsiasi club e a costo zero. Il fuoriclasse 38enne di Malmo in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport ha toccato diversi argomenti parlando anche della possibilità di tornare in Serie A: "Vorrei andare in una squadra che punti allo scudetto, posso ancora fare la differenza. Non sono un animale da zoo che la gente va a vedere, posso ancora fare una ventina di gol a stagione. Bologna? Sinisa è un amico, se scegliessi Bologna lo farei solo per lui".

Ibrahimovic ha poi commentato l'approdo di Antonio Conte sulla panchina dell'Inter e ha svelato un retroscena con Romelu Lukaku ai tempi del Manchester United: "L'Inter ha fatto un super colpo. Non lo conosco personalmente, ma siamo uguali: entrambi crediamo che solo con il sacrificio si possa arrivare al successo. Lukaku? Romelu si fa il mazzo per i compagni, la sua arma migliore è la forza. Tecnicamente non è fortissimo, se mi avesse ascoltato...Gli proposi 50 sterline per ogni stop che faceva correttamente. Mi provocò, chiedendomi cosa gli avrei dato se li avesse azzeccati tutti, e io gli risposi: 'Niente, semplicemente ti rendo un calciatore migliore!'. Non accettò mai, forse aveva paura di perdere. A parte gli scherzi Lukaku ha una voglia matta di spaccare il mondo, all'Inter farà bene".

Ibra ha poi toccato l'argomento Milan, club a lui molto caro: "Questo Milan non è lo stesso che ha fatto innamorare migliaia di tifosi in Italia e nel mondo. È un disastro: molte parole, pochi fatti. Maldini da calciatore era tra i miei preferiti, da dirigente non posso giudicarlo. Ma non ha un compito facile: deve fare bene con risorse limitate". L'ex Psg, Barcellona e Manchester United ha poi riservato una stoccatina alla Juventus: "È la favorita per lo scudetto, ma la Champions è una cosa diversa e la vittoria non dipende dal potenziale. Prendete ad esempio il Psg: squadra superiore a tante, ma in Europa arranca".

Infine, Ibrahimovic ha anche ricordato due allenatori agli antipodi per lui: José Mourinho con cui ebbe un grande rapporto e Pep Guardiola con cui il rapporto era pessimo: "Con Mou ci sentiamo ancora, ha avuto un impatto sulla mia carriera incredibile. È ancora lo Special One, un vincente. Spero possa tornare presto su una panchina, e sono sicuro che vincerà subito. Guardiola? Non abbiamo mai avuto un confronto, solo per colpa sua. Quando ci siamo affrontati da me si nascondeva. Aspettava che passassi per poi uscire dallo spogliatoio. Come allenatore è un fenomeno, ma come uomo..."

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Commenti

brixia

Sab, 19/10/2019 - 16:50

si ti manca, di andare in pensione.