Icardi, il bimbo prodigio giustiziere della Juve

Il 19enne argentino della Samp decisivo con una doppietta. Lui che a Torino non doveva neanche esserci

L'attaccante doriano Mauro Icardi festeggia dopo il gol

I bambini prodigio non gattonano mai. Iniziano subito a camminare. E a correre. Mauro Icardi a 9 mesi stava già dritto sulle gambette. Lui, l'argentino sbagliato, quello che domenica, allo Juventus Stadium, neanche ci doveva essere... Eh sì, era stato convocato per il campionato Sudamericano under 20 dall'Argentina, ma la Samp gli ha stracciato il biglietto aereo. «Il ragazzo non si muove da qui». Sarebbe l'ultimo attaccante di quelli disponibili, ma causa il menisco di Maxi Lopez (l'argentino giusto che sotto la Lanterna aspettano ancora che si accenda) e la catena interminabile di malanni di Nicola Pozzi si ritrova improvvisamente titolare. Il 18 novembre il primo gol in serie A: nemmeno questo banale. Derby di Genova. Sampdoria in vantaggio 2-1, ma Genoa che prova la rimonta. Lui all'87' scatta sul filo del fuorigioco e in allungo beffa Frey.
Diventa l'idolo della curva, di una Sud che mastica amaro per sette partite consecutive con Ciro Ferrara in panchina, ma sogna subito a Torino con l'arrivo di Delio Rossi, un allenatore dal «pugno di ferro» (chiedere a Ljajic). I suoi sotto di un gol e con l'uomo in meno ribaltano la capolista. Apre Icardi in contropiede ringraziando Gigi Buffon che va giù troppo lento sul detro incrociato del 19enne di Rosario, Santa Fe, stessi natali di Lionel Messi. E chiude sempre lui con una rete da campione vero. Palla dolce filtrante di Obiang sulla destra, Maurito si fuma Barzagli ed esplode un destro sul primo palo che si infila tra la mano protesta di Buffon e l'incrocio dei pali. Il bimbo prodigio, 20 anni tra un mese, ride e ringrazia: «Ho rinunciato alla Nazionale, ho fatto il mio dovere, ma a giugno c'è il Mondiale, spero di esserci». Lì dalla Samp nessuno può dire niente, se il biglietto arriva potrà usarlo di sicuro.
Icardi non è un bamboccione, ma soprattutto è un goleador. A 5 anni il papà lo iscrive al club infantil Sarratea: 28 gol. A 9 anni salta sull'aereo per le Canarie: c'è la crisi e i suoi sono senza lavoro. Lui, il suo, continua a farlo come se niente fosse. A Las Palmas viene tesserato dal Vecindario e, nella prima annata, schianta 128 gol. In tutto sono 384 in sei stagioni. Poi c'è il Barcellona. La masia blaugrana non cambia niente. Mauro continua a segnare a raffica (38 reti in due stagioni). Sogna di giocare con il suo idolo Messi, nel gennaio 2011 lo compra la Samp. Ha un contratto fino al 2015, ma ieri sera l'hanno già chiamato per rinnovare. Lui non vede l'ora di farlo, per continuare a segnare.