Icardi "spacca" S.Siro, non l'Atalanta

Lo stadio fischia la curva che insulta l'ex capitano. Pari ok, Gasp aggancia il Milan

Milano - Poteva essere uno spareggio alla fine è stato un nulla di fatto. Ma alla fine sia Inter che Atalanta possono sorridere. Vista la sconfitta del Milan e il pareggio della Lazio, lo 0 a 0 di San Siro permette all'Inter di consolidare il terzo posto tenendo a distanza le avversarie dirette, prima fra tutte proprio l'Atalanta. Ci ha provato di più l'Inter, anche senza brillare mentre la bella Dea vista nelle ultime settimane è sembrata un po' stanca e alla fine si è accontentata del pari. Ma va bene così, perché Gasperini aggancia il Milan al quarto posto e rimane in corsa per la Champions. Quindi, bene o male, tutti contenti, anche per un pareggino forzato. Ma a volte è meglio un buon brodino piuttosto che un digiuno forzato.

Chi sperava di banchettare al ritorno a San Siro era Icardi. La sua partita inizia ancor prima del fischio di Irrati. La curva Nord, come ampiamente prevedibile, parte con un forte e chiaro Icardi uomo di m., (poi insulti pesanti anche contro Balotelli, a San Siro da spettatore) ma il coro è sommerso dai fischi della stragrande maggioranza di San Siro che ha deciso di schierarsi con l'ex capitano. Non piacerà, si è comportato male ma gioca per l'Inter e i tifosi, quelli veri, tifano per la squadra. Del resto anche l'ad Marotta ha cercato di chiudere il caso. «Ha 26 anni, deve fare ancora esperienza. Oggi è un giocatore dell'Inter per il futuro si vedrà». Mentre Spalletti rimane duro: «Conta l'Inter, non Icardi».

Fatto sta che il tecnico lo mette comunque al centro dell'attacco ma cambia qualcosa in mezzo. Conferma per Gagliardini, brillantissimo e bomber con il Genoa, al fianco di Brozovic, con Vecino spostato sulla trequarti per sfruttare la sua fisicità. Ma dopo 21' Brozovic si stira e lascia il posto a Nainggolan, inizialmente in panchina. Cambi forzati anche per Gasperini. Senza il cannoniere Zapata, squalificato, davanti ci sono Gomez e Ilicic con Pasalic a supporto. L'inizio dell'Inter è vivace e brillante. Buone trame ma soprattutto quella fisicità che è l'unica arma per mettere in difficoltà l'Atalanta. I bergamaschi infatti soffrono un po', anche perché l'assenza di un punto di riferimento come Zapata là davanti non è cosa da poco. Vecino mette alla prova i riflessi di Gollini con un pallonetto, poi è la volta di Icardi che al minuto 31 va vicino al gol ma solo davanti a Gollini non riesce ad alzare come si deve lo scavetto. Ma il pubblico, compatto, solita curva a parte, applaude convinto l'unica vera occasione creata dal 9. L'Atalanta è tutta in qualche giocata di Ilicic e in un paio dei soliti cross made in Gasperini, quelli fascia e fascia che tanti problemi creano alle difese. Su uno di questi, al 3' della ripresa, i bergamaschi sfiorano il gol sull'asse Ilicic-Gomez ma l'argentino arriva in ritardo di un soffio.

Pur senza creare meraviglie, il pallino del gioco resta però all'Inter che sembra volerla vincere di più. Ci va vicina al 27' quando Nainggolan in spaccata gira in porta un assist di Vecino ma Gollini è bravo a respingere. Spalletti e Gasperini provano a cambiare qualcosa con Keita (per Politano) e Barrow (al posto di Pasalic) ma l'intento riesce, a metà, solo per l'Inter. L'Atalanta infatti si accontenta di difendere il pari mentre Icardi e compagni spingono di più, ma senza creare altro che qualche mischione senza risultati. Finisce 0 a 0 e, appunto, possono sorridere tutti. Tanto che Gasperini irrompe in sala stampa quando ancora c'è Spalletti e si siede accanto a lui tra le risate. «Abbiamo giocato bene, sono serenissimo», chiosa Spalletti. «Per noi un ottimo punto», conferma Gasperini. Già, quando un brodino ha il giusto sapore e va benissimo a tutti.

Commenti

COSIMODEBARI

Lun, 08/04/2019 - 09:46

Chi ha tradito l'Inter in questo campionato è stato Icardi con le sue appena 10 reti di cui 4 su rigore, e la autofuoriuscita dallo spogliatoio. Certo qualcuno direbbe che è stato fuori due mesi circa. Ma nessuno gli ha detto di stare fuori tanto tempo, tanto meno si potrebbe dire che se fosse stato dentro, le reti, e quindi i punti dell'Inter sarebbero stati di più. La media reti ante ammutinamento parla chiaro, bocciato. Fino a ieri è preceduto nella classifica cannonieri da una valanga di calciatori che non percepiscono 4,5 milioni di euro all'anno più bonus vari, anzi molti di questi, Caputo, Petagna, Ilicic, Pavoletti, Gervinho, Quagliarella, Piatek forse percepiscono neppure la metà della metà della valanga di milioni percepiti da Icardi, che tra l'altro ne richiedeva ben 9 (nove).