Idea Schwazer: patteggiare per non perdere le Olimpiadi

Se una petizione online ha raccolto nel giro di poche ore 5.700 firme contro la possibile squalifica di Carolina Kostner (dibattimento davanti al Tribunale Nazionale Antidoping il 16 gennaio 2015) che «non si è mai dopata, non ha mai aiutato Schwazer a farlo, è una delle persone più gentili e sincere che conosciamo e non merita questo trattamento», il suo ex Alex Schwazer si affida a vie più “tradizionali” per cercare di risalire dal precipizio-doping: il patteggiamento entro dicembre per chiudere definitivamente la sua vicenda giudiziaria e sognare la rivincita a Rio 2016. Da alcuni mesi l'altoatesino ha ripreso ad allenarsi seriamente, ma la strada è lunga e tortuosa e passa necessariamente per il tribunale di Bolzano.

L' (ex) marciatore e il suo legale Gerhard Brandstaetter hanno infatti abbandonato l'ipotesi di una richiesta per l'affidamento in prova, che avrebbe comportato la cancellazione del reato, ma in tempi più lunghi, e optato per il patteggiamento che gli consentirebbe di tornare prima alle gare. Da quanto trapela dalla procura di Bolzano l'entità della pena potrebbe essere tra un anno e mezzo e due anni, giudicata però da Brandstaetter «troppo pesante». Schwazer, a questo punto, potrebbe comunque tornare a gareggiare nel 2016: in tempo per i giochi di Rio. Resta invece ancora l'incognita di altre presunte violazioni del codice Wada, sulle quali a novembre Alex è stato sentito dalla procura antidoping del Coni durante interrogatorio fiume di sei ore.