Impresa sfiorata. «Ma la Francia ha avuto paura»

Così capitan Parisse dopo la sfida allo Stade de France. Italia a qualche centimetro dalla storia: finisce 23-21

Paolo BugattoParigi L'occasione mancata stavolta è grossa. L'Italia arriva a un passo dal regalare un'altra sconfitta ai francesi. Stavolta sarebbe stata storica perché maturata sull'erba dello Stade de France. E invece nel giorno della riapertura dell'impianto parigino dopo gli attentati di novembre, il sogno della storia si infrange sul drop spedito a lato da capitan Parisse nell'ultimo secondo di gioco. Peccato perché dalla storia l'Italia di Brunel è lontana solo qualche centimetro. Ottanta minuti di grande orgoglio per la truppa azzurra contro una Francia disordinata e poco in palla. Il gioco champagne promesso da Novès resta negli spogliatoi. In compenso sull'erba dello Saint Denis, l'Italia mette in mostra il suo volto migliore, quello dell'entusiasmo e del coraggio. Il tema da svolgere al debutto nel Sei Nazioni 2016 è facile: ritmi bassi per colpire in velocità. In questo gioco tra il cobra e la mangusta, l'Italia sbarazzina fa la differenza. Complica la vita ai transalpini sui raggruppamenti riuscendo a brillare nella fase difensiva. Nel ruolo Parisse («stavolta la Francia ha avuto paura») è esemplare come tutta la squadra. Il risultato si sblocca con Carlo Canna che al netto di tre errori dalla piazzola gioca una partita di rara sagacia tattica. La Francia passa con Vakatawa che non lascia all'arbitro neanche il sospetto di aver sfiorato la linea laterale con il piede sinistro. Non c'è spazio per protestare, si gioca. E la miglior risposta arriva a ridosso della mezzora proprio con capitan Parisse. Touche e carrettino alla vecchia maniera per buttare la stella azzurra oltre la meta. È il segnale che l'Italia c'è. La risposta francese arriva da Chouly. Si va al riposo sul 10 a 8 per i padroni di casa con Canna che si mangia le mani per un piazzato buttato alle ortiche e Campagnaro che servito sull'asse dal 10 azzurro arriva a un passo dal sogno. Peccato.Nella ripresa l'Italia però martella ancora e passa ancora con Carlo Canna puntuale come una tassa nel raccogliere un pallone alzato in zona d'attacco. Il muso è ancora avanti e nelle gambe c'è la forza per mettere pressione ai galletti. Si sogna con Noves che le prova tutte pur di passare. Poi la fiammata dei bleus parte da un avanti di Parisse, calcio giocato in velocità e rapida trasformazione del gioco per linee esterne fino a Bonneval che rimette in scia i transalpini. Il finale è tutto vissuto sui nervi. Plisson e Haimona si alternano nel firmare i punti per sorpasso e controsorpasso. Poi gli ultimi due minuti vissuti in apnea con l'Italia che avanza cercando la punizione decisiva e la Francia ben attenta a non commettere fallo. Fino all'ultimo pallone che passa per le mani di Parisse e finisce maldestramente al lato dei pali. Resta l'amaro in bocca ma c'è la consapevolezza di aver sfiorato l'impresa. Tra sette giorni la prova del nove. A Roma c'è l'Inghilterra.