Tra Inter, Atalanta e Sala è connection nerazzurra Ma al Milan non piace

Scaroni su San Siro alla Dea per la Champions «Dobbiamo valutare l'umore dei nostri tifosi...»

C'è il battesimo della seconda maglia, c'è l'invasione della Curva Sud per il primo allenamento, ma dentro Milanello c'è un nuovo intrigo che toglie il sonno al club rossonero che riprende la marcia verso un futuro migliore. E riguarda San Siro, richiesto ufficialmente dall'Atalanta per disputare la Champions (i lavori di ristrutturazione a Bergamo non si concluderebbero in tempo) con parere subito favorevole di palazzo Marino e disponibilità garantita dall'Inter. È un attimo che prende forma la connection neroazzurra se si riannodano i colori atalantini (nero e blu per la precisione), con quelli interisti e la nota passione di Beppe Sala, interista, che sul punto più che formulare un gradimento non può poiché lo stadio è in concessione ai due club. E per mostrare la sua disponibilità ieri ha aggiunto: «Se accadrà, assisterò alla prima partita dell'Atalanta in Champions a San Siro». Se il Milan per ora si astiene è perché c'è un profondo imbarazzo che il presidente Scaroni non nasconde. «Ci stiamo pensando» è la frase interlocutoria prima di declinare fino in fondo il tormento del club «Dobbiamo valutare anche l'umore dei nostri tifosi che sono già depressi per la mancata partecipazione all'Europa league. San Siro è la casa del Milan, ma anche dei tifosi del Milan».

Ma che non sia solo una stagione di rilancio si intuisce anche dal punto che Ivan Gazidis, l'ad, ha fatto sulla vicenda FFP-Uefa, di cui non aveva ancora mai parlato. «Torneremo all'Uefa quando riusciremo a qualificarci per una coppa» è l'appuntamento già fissato che testimonia della «vicenda molto complicata» che si staglia dinanzi ai rossoneri, chiamati per via del bilancio 2018 a dover accettare un settlement agreement che vuol dire andare incontro a restrizioni per 4 anni. Per questo motivo, l'idea che un'offerta considerata vantaggiosa per Donnarumma, non possa che portare alla cessione è tutt'altro che accantonata. Dalle parole di Zvomir Boban arriva una conferma solenne: «Siamo contenti che rimanga con noi il talento purissimo di Gigio ma il mercato è lungo». Perciò alla fine non resta che puntare le fiches su Giampaolo e sul gioco. Boban ha due obiettivi: «Costruire il futuro da Milan e centrare la Champions». Che non sono proprio semplici da centrare tenuto conto anche del passato, «non sempre c'è stato bel gioco». Ma a un croato fatto di pietra e d'intelligenza la difficoltà della missione non spaventa: «So che posso sbagliare ma so anche che non potevo non cogliere l'occasione».

I 4mila al primo allenamento, con il debutto di Daniele Bonera nello staff tecnico e quello di Daniel Maldini aggregato alla prima squadra, danno fiducia. E una delegazione della Curva Sud è pure entrata nel centro sportivo per togliere gli striscioni, sotto lo sguardo delle forze dell'ordine. Ne faceva parte anche Luca Lucci, l'ultras del famoso abbraccio a Matteo Salvini finito alla ribalta delle cronache per il recente sequestro di beni per un milione di euro e per una vicenda di droga (ha patteggiato un anno e mezzo).