Inter, l'attesa continua: per gli acquisti "doc" e per il rientro di Icardi

Maurito, out da maggio, salta pure il Lione Servono Vidal o Di Maria per dare la svolta

L'Inter sembra l'Inter. Ovvero un enigma dove aumentano i problemi e diminuiscono le certezze. È arrivato Spalletti che, a modo suo, è un goleador, è arrivato Sabatini che, a modo suo, è un goleador, ma l'inizio stagione nerazzurro è degno del Bacca milanista, che si nascondeva dietro ai difensori e non ci prendeva mai. Oggi l'Inter affronta il Lione (14,05 diretta Premium Sport, ndr), gioca in Cina, a Nanchino, proprio a casa Suning, ma Spalletti ha annunciato che anche stavolta non ci sarà Maurito Icardi al centro dell'attacco. Niente di male se non fossero due mesi che l'argentino capitano latita dalla presenza in campo. Se non è un caso, poco ci manca. L'Inter deve vivacchiare in attesa di qualche rinforzo, quando invece sarebbe stato necessario annunciare un acquisto di peso e di rango: fosse Arturo Vidal o Angel Di Maria, l'argentino del Paris Saint Germain? Suning ha abbondantemente perso il derby con i padroni cinesi del Milan tornando ai tempi in cui Ernesto Pellegrini guidava i nerazzurri: comprava e spendeva, ma poi è arrivato Berlusconi sull'altra sponda e sono stati dolori.

Non mancano i danari ai padroni dell'Inter, eppure il mercato vive di sussulti, più che di colpi: non può esser Borja Valero l'acquisto boom. Non lo sarà quello di Vecino che pure costerà 26 milioni. Potrebbe esserlo quello di Vidal se dall'oscurità di una trattativa arriverà un raggio di luce. Ancor meglio se arrivasse Di Maria, nel caso l'Inter dovesse fare a meno di Perisic. Spalletti ha garantito che il croato non si muoverà da Milano, in caso contrario l'Inter si doterà di un giocatore di prima scelta. Difficile crederlo, perché i nerazzurri in questo momento non hanno l'appeal delle formazioni che giocano in Champions. Conte - che ieri ha rivelato di aver pensato a lasciare il Chelsea causa lontananza dalla famiglia - ha strizzato l'occhio a Candreva, ma il giocatore vorrebbe riscattare l'ultima stagione. Che dire? All'Inter non ne va dritta una: meglio perdere Candreva che Perisic. Anzi, se il Chelsea offrisse danari contanti meglio lasciar andare un giocatore rivelatosi un gingillino e poco più. Inutile pensare che l'arrivo di Dalbert dal Nizza o portare a casa Darmian dal Manchester United esalti i suoi tifosi.

Per questa ragione fa colpo l'assenza di Icardi. In tanto via vai di incertezze, colpi a salve e colpi da far esplodere, l'Inter non può mettere in vetrina nemmeno l'unico gioiello a qualità garantita che, poi, è il suo centravanti. Dicono i medici che il muscolo infortunato, nel finale del campionato scorso, non ha ancora la giusta consistenza per l'attività agonistica di vertice, ma che non manca tanto perché il giocatore esca da rischi di ricaduta. Sono passati due mesi dal 17 maggio, giorno nel quale si era parlato di un risentimento muscolare. Poi l'argentino ha risposto alla convocazione della nazionale, ma non ha giocato: ha proseguito le cure, è stato detto. E non ci sarebbe da stupirsi nel sapere che qualcosa non sia andato per il verso giusto nel recupero: magari una ricaduta. Nessuno ha fatto sapere, men che meno l'interessato.

Invece le vacanze della famiglia Icardi ci hanno raccontato delle meravigliose fattezze della sua signora che nulla ha lasciato all'immaginazione, e tanto altro del simpatico nucleo familiare comprese le ambizioni del cugino calciatore. Oramai manca un mese all'inizio del campionato e Icardi non ha ancora messo piede in campo, continua ad allenarsi in forma ridotta e l'Inter attende: lui e i rinforzi. Qualcuno ha spiegato all'allegra compagnia che, in questa stagione, toccherà vincere qualcosa o giocarsela da protagonisti? E Icardi sarà ancora indispensabile.