Inter, Vampeta: "Vi racconto i retroscena sull'Inter e Ronaldo"

La sua esperienza all'Inter è durata lo spazio di qualche mese. Una stagione quella dell'ex centrocapista nerazzurro, Vampeta, nel 2000 che era iniziata con le chiavi del centrocampo tra le mani. Poi l'addio

La sua esperienza all'Inter è durata lo spazio di qualche mese. Una stagione quella dell'ex centrocapista nerazzurro, Vampeta, nel 2000 che era iniziata con le chiavi del centrocampo tra le mani. Poi dopo il primo k.o. con la Reggina, Lippi, che lo aveva voluto a Milano, andò via. Adesso l'ex nerazzurro racconta in un'intervista alla Gazzetta dello Sport i retroscena di quella sua esperienza in nerazzurro: “Dopo un allenamento Tardelli, l’allenatore all’epoca appena arrivato, mi disse che non mi conosceva proprio. Io gli risposi che neanche io lo conoscevo e me ne andai. Rimasi 7-8 mesi all’Inter.

A chiedere il mio acquisto era stato Lippi, che se ne andò dopo il primo k.o., non Tardelli. Con lui ero demotivato. Avevo delle altre chance in Italia, come Fiorentina e Roma. Sarei potuto andare in Spagna ma finii al Psg. Poi tornai in Brasile per giocare di nuovo al Corinthians e vincere il Mondiale con la Seleção nel 2002”. Poi il centrocampista parla di Ronaldo: "“Ronaldo? Era infortunato, perse tutta la stagione. Rimase molto tempo in Brasile per recuperare. Però avevamo giocato insieme al Psv nel ’94-95. Una volta andai a casa sua, in un condominio dove abitavano pure Dida, Roque Junior e altri. Ero già sbronzo quando andai a pigliare una bottiglia di vino dalla sua cantina. E me la scolai. Ma era il vino regalatogli da papa Giovanni Paolo II in una visita in Vaticano: Ronaldo si incazzò, voleva che gliela pagassi. Ma il vino sapeva d’aceto". Infine un retroscena "hot" sulle serate a Milano: "Ronaldo mi invitò a cena in un ristorante. Era con 5 donne. Quando li incontrai avevo già bevuto 3-4 caipirinhas e gli chiesi: “Chi sono le donne e chi sono i trans? Io voglio stare solo accanto alle donne”. Le ragazze se la risero di gusto. Ronie un po’ meno, ma scherzavo…".