Gli inventori del calcio scrivono ancora la storia senza vincere (quasi) mai

Il Mondiale del '66 l'unico titolo dell'Inghilterra Da Shilton a Rooney restano una selezione mito

Mille partite, e dimostrarle tutte. È il numero tondo che tocca all'Inghilterra questa sera nella sfida di Wembley contro il Montenegro: millesima gara, a 149 anni, otto mesi e nove giorni dopo Inghilterra-Scozia del 5 marzo 1870. Ma in realtà quella partita, come le quattro successive tra le due nazionali, non venne mai riconosciuta dalla FIFA perché la rappresentativa scozzese era formata solo da residenti a Londra, per cui la prima vera partita ufficiale fu quella del 30 novembre 1872, festa nazionale di Scozia. Si giocò sull'erba di un altro campo di cricket a Partick, sobborgo di Glasgow, e finì 0-0.

Un calcio diverso, ovviamente: nemmeno esisteva una federazione scozzese, e le due squadre in campo si distinguevano non tanto per le maglie quanto perché gli inglesi indossavano un berretto (da qui cap come sinonimo di presenza in nazionale) mentre i loro avversari avevano una sorta di cappuccio. Il bilancio delle 999 partite è di 568 vittorie, 242 pareggi e 189 sconfitte. Numeri che messi così raccontano poco, perché mettono sullo stesso piano un 4-1 amichevole a Helsinki il 3 giugno 1982 con il 4-2 alla Germania nella finale di Coppa del Mondo del 1966, unico trionfo internazionale degli inglesi. Insomma, vittorie e sconfitte si pesano, non si contano.

Con tutte le idiosincrasie che i Maestri hanno sempre portato con sé: dal 1872 al 1921, infatti, l'Inghilterra giocò solo contro le altre nazionali britanniche, ben 123 partite, una serie spezzata solo da due tournée mitteleuropee, 1908 e 1909, in cui arrivarono sette vittorie su sette contro Ungheria, Austria e Boemia con 48 gol fatti e sette subiti. Non solo: opponendosi a presunte intrusioni nella gestione del calcio inglese, la Federazione scelse di uscire dalla FIFA nel 1928 per rientrarvi solo nel 1946: fu per questo che la nazionale non partecipò ai Mondiali del 1930, 1934 e 1938, rientrandovi giusto in tempo per la figuraccia della sconfitta 1-0 contro gli... USA (composti in realtà da giocatori di tutti i tipi, il capitano ad esempio era scozzese) all'edizione brasiliana, disastrosa.

Sono stati 1244 i giocatori a vestire la maglia bianca, o rossa: record di presenze per il portiere Peter Shilton, 125 tra il 1970 e i Mondiali italiani del 1990, dietro di lui Wayne Rooney (120) che è anche il maggior realizzatore con 53 gol davanti a Bobby Charlton (49 in 106 gare). 356 i giocatori con una sola presenza, e il caso più curioso è quello di Chris Kirkland: quando Steve McClaren gli diede la maglia da titolare per l'amichevole con la Grecia dl 16 agosto 2006, infatti, il portiere fece vincere 11.000 sterline al padre, che nel 1992 aveva scommesso che un giorno il figlio avrebbe giocato in nazionale.

Commenti

hellas

Sab, 16/11/2019 - 19:31

Chi come me si è innamorato del football nei primi anni '70, sa bene quale fascino il campionato inglese e la nazionale inglese esercitavano su di noi.... L'atmosfera degli stadi inglesi, il culto delle tradizioni e della storia dei propri Club, il senso di appartenenza , tutto questo rendevano il calcio inglese qualcosa di estremamente affascinante. E in gran parte queste sensazioni si provano ancora adesso! Certi giocatori inglesi ( Keegan, Ray Clemence, Wilkins, Trevor Francis) sono stati per quelli della mia generazione dei veri miti... Lunga vita ai Marstri e al Football Inglese!