Inzaghi tradito. Spalletti più fortunato

Nel giro breve di dieci minuti l’Inter ha trovato i due colpi alla mascella che hanno fatto barcollare la Lazio

Non serve giocar bene, serve vincere. L’Inter si prende il biglietto della Champions all’ultima fermata del suo viaggio. Sale sul treno quando sembrava ormai spacciata, sotto di due gol. Poi, come accade sempre in questo gioco meraviglioso, nel giro breve di dieci minuti l’Inter ha trovato i due colpi alla mascella che hanno fatto barcollare la Lazio.

Il rigore provocato da De Vrij su Icardi, con scorie a non finire per il ruolo ambiguo che l’olandese ha vissuto in questa partita ma l’errore non è stato suo, semmai di Strakosha, il portiere albanese vero responsabile della caduta biancazzurra e della rimonta nerazzurra. L’espulsione di Lulic ha steso definitivamente la Lazio, l’Inter ha trovato il sangue, la squadra di Inzaghi non ha avuto più forza nelle gambe e si è ritrovata nella nebbia assoluta del proprio gioco, dopo l’uscita di Immobile ormai sfiancato. Un finale forse previsto, tanto sembrava facile il compito dei laziali con i tre punti di vantaggio in classifica e il fattore campo che, quest’anno, è stato sempre smentito.

Un finale bellissimo per l’Inter che sembrava fuori dai giochi dopo l’allucinante sconfitta interna con il Sassuolo ma Spalletti non aveva previsto le gaffe del portierte albanese della Lazio, la fortuna lo ha aiutato ma va anche a premiare i progetti del club che non potevano essere frantumati dalla bocciatura. La Lazio deve urlare soltanto con se stessa, non ci sono alibi ma ci sono spiegazioni, sulla tenuta atletica che è evaporata nel giro di una manciata di minuti.

Maggio ha portato finalmente bene ai nerazzurri, qui, nello stadio Olimpico, l’Inter aveva smarrito uno scudetto già vinto, qui ha ritrovato l’Europa quando sembrava moribonda. Lacrime laziali, De Vrij disperato in panchina, da domani tornerà a ridere con la maglia dell’Inter e la Champions da giocare.