Iovinella, dalla Serie D al porno: "Rocco Siffredi? Un maestro..."

Iovinella è riuscito ad unire la sua carriera da difensore in Campania a quella di attore porno in Ungheria negli stessi giorni, per oltre un anno. Ecco com'è andata

Calcio e film porno. Due mondi lontani che Davide Iovinella giudica compatibili. Lui è nato, vive e gioca a Marcianise, comune italiano di 39 792 abitanti della provincia di Caserta in Campania. Il 26enne ha deciso di raccontare la sua storia - e il suo lavoro - a Il Venerdì di Repubblica.

Iovinella è così riuscito ad unire la sua carriera da difensore in Campania a quella di attore porno in Ungheria negli stessi giorni, per oltre un anno. "Corsa, piscina, carboidrati, vino rosso. Ho dovuto lasciare la serie D - ero nel Pomigliano - per reggere. È un campionato già impegnativo, quello: si viaggia, non avrei avuto l' energia né il tempo né l' autorizzazione da parte della società a trattenermi otto o nove giorni al mese in Ungheria per le riprese. Giocando in Promozione si può".

Tra partite di calcio e riprese hot nell'Academy di Rocco Siffredi, Iovinella ha attirato sempre di più la curiosiotà - e i pettegolezzi - delle persone. "Gli allenatori mi hanno insegnato a rispettare gli avversari, Rocco Siffredi a rispettare le donne. Per loro è ancora più difficile, alcune sono madri. È stata la prima raccomandazione quando sono iniziate le lezioni. Lui insegna, spiega, teorizza. Un maestro. Avevo anche un insegnante di vocalità per le scene verbali. Per conto mio ho preso lezioni di dizione. È quando arriva il momento della pratica che scopri di essere sotto esame tutti i giorni".

Ma per fare i porno, si sa, ci vuole un certo fisico. E una certa resistenza. "Dipende dal fisico, dal partner, dalla posizione. In piedi meglio di no, sforzi le gambe. Un conto è fare l' amore con la tua donna, un altro è rientrare alle 6 del mattino. Ora per i compagni sono quello esperto a cui chiedere un consiglio su - sto cercando le parole giuste - ...su una posizione speciale o su come durare di più. Qualche volta me lo chiedono pure gli avversari. Sembra siano tanti amici miei. È la conferma che tutti hanno le mie stesse fantasie ma pochi hanno il mio stesso coraggio. Reggere un' erezione sul set per cinque ore è una questione di testa. Più hai testa, più lavori. Sul set non bisogna piacersi. Può capitare anche di girare con partner per le quali in un contesto diverso non proveresti alcuna attrazione. Il segreto è non dimenticare che stai lavorando, non sei lì per provare piacere ma per darne a chi guarderà il film. Il sesso si fa con la testa, il calcio anche. È tutta determinazione", conclude il calciatore - e attore - al settimanale.