Italia, è già spareggio Vincere con la Polonia per sognare ancora

Dopo il ko con la Serbia, gli azzurri vogliono il riscatto. Ma un successo potrebbe non bastare

Torino - «It was a bad dream». Viene in mente una canzone dei Nomadi, di mezzo secolo fa, con Augusto Daolio. Il 3-0 subito dall'Italia con la Serbia è stato come un brutto sogno, per il popolo del volley, per i 12mila del PalaAlpitour e per gli oltre 3 milioni davanti a Rai2.

Ieri nel ritiro azzurro, al Lingotto, si respirava un'aria comunque positiva, con il ct Blengini a un tavolino con lo staff e il torinese Daniele Mazzone a rallegrare i tifosi, con selfie. Una ventina di appassionati staziona davanti all'hotel, le nazionali sono al completo, il brasiliano Bruninho è a un tavolo con Petric, capitano della Serbia, hanno vinto l'ultimo scudetto con Modena. La Russia è meno simpatica, Verbov è l'unico normale fra tanti giganti, che rifiutano persino le foto.

La parola d'ordine è battere la Polonia. «Anche se c'è il rischio di non essere padroni del proprio destino - ammette Simone Giannelli - e questo dispiace, dopo il buon percorso».

Il palleggiatore ha 22 anni, potrebbe centrare il record di partecipazioni alle olimpiadi e da titolare, reggendo sino al 2036, in fondo Dall'Olio giocò sino a 41 anni in serie A, da titolare. «Sono il più alto nel ruolo, faccio più punti, ma il migliore per me resta William». La riserva del Brasile, che ha cambiato faccia al match con la Russia. Giannelli era incerto fra pallavolo e sci: «Mi sarei dedicato allo slalom gigante».

Meno gigantesca è la Polonia, stasera dalle 21,15 su Rai2, ma è il Paese dove la pallavolo è seconda solo al calcio. Il livello è stato elevato da molti italiani: Anastasi e Fefè De Giorgi, ex ct, Bernardi e Gardini, Serniotti e Lasko, rientrato in Italia da opposto, a Roma. «È una nazionale giovane e imprevedibile», spiega Andrea Anastasi, che lasciò prima del successo mondiale di 4 anni fa, in casa.

Gli azzurri si sono smarriti, l'altra sera, con i serbi. Daniele Mazzone, torinese, è stato il migliore: «La loro battuta era perfetta, imprendibile. Per me e per il coach Blengini, torinese, c'erano anche le famiglie, gli amici, resteranno tutta la settimana, non sono da deludere». Mazzone si salvò anche un anno fa, nell'uscita ai quarti europei con il Belgio, l'altro centrale Anzani fu bronzo in World league con Berruto, bronzo agli Europei e argento in coppa del mondo, con Blengini. È uscito per l'olimpiade, per la Grand champions cup d'argento. «Adesso le sensazioni restano positive, per quanto abbiamo lavorato». Anzani è in stanza con Cester, il quarto centrale, e individua involontariamente il leader: «Colaci, il professore». Cioè il maestro della difesa e ricezione, il capitano designato, ma il libero non può avere i gradi. «Il centrale è il ruolo meno considerato - sottolinea Mazzone - rispetto a un opposto guadagniamo appena un terzo, però sui risultati incidiamo».

Il mondiale è costato 9 milioni, all'Italia, e 5 alla Bulgaria, che si è accontentata di due fasi. Il presidente Bruno Cattaneo non rivela i premi per i podi, comunque ci sono. L'obiettivo è reggere il confronto con il quarto posto dell'Italia di Anastasi, a Roma 2010, più continua. E domattina inizia anche il Mondiale delle donne.