Gli italiani tutti a casa. E si portano dietro Serena

Gli ottavi di finale a Wimbledon. I quattro azzurri non vincono neppure un set. Williams ko con la Lisicki

Ci sono due polacchi, una belga, un'estone, una cinese... No, non è una barzelletta, perché non c'è più invece Serena Williams e soprattutto non ci sono più italiani, cosa che non fa proprio ridere.

Insomma: l'inizio della seconda settimana a Wimbledon si chiama Superlunedì perché in campo ci sono tutti gli ottavi di finale e quest'anno è stato più super degli altri. Basta guardare il tabellone per rendersene conto: se i quarti di finale maschile vedranno sfidarsi gente come Janowicz e Kubot (i due polacchi appunto, e uno di loro - prima volta assoluta - andrà insemifinale), ma anche Ferrer-Del Potro, Djokovic-Berdych e ovviamente la Grande Speranza Britannica Andy Murray contro Verdasco, la parte femminile di Wimbledon quest'anno è una strage di Vip. Ovvero oggi il programma sarà il medesimo: Lisicki-Kanepi (l'estone), Radwanska-Na Li (la cinese), Stephens-Bartoli, Kvitova-Flipkens. Pronostico? A occhio e croce (e vista dal vivo) potrebbe essere la volta di Sabine Lisicki, detto anche da Serena Williams che - passata nel terzo set da 3-1 a 4-6 - si è complimentata con l'avversaria e poi si è giustificata: «Non ho giocato bene i punti importanti, lei sì e ha meritato anche perché sull'erba si trova bene. Questa sconfitta non è uno choc e per me adesso potrebbe vincere Sabine. Anche se in realtà a questo punto vedo bene Sloane». Che sarebbe la Stephens, cioè per tutti la «nuova Williams», ma che con Serena non ha proprio un buon rapporto: «Quando avevo 12 anni non mi firmò un autografo e da quando l'ho battuta una volta non mi saluta più. Io in realtà ho sempre tifato per Kim Clijsters». Una tosta, in pratica.

Si vedrà, ma intanto la certezza per l'Italia è che Wimbledon è finito e che è stato davvero un lunedì poco super, visto che i nostri non hanno portato a casa neppure un set. Ha cominciato di buon mattino Flavia Pennetta con la Flipkens perdendo 7-6, 6-3 («Non nego che mi rode un po' per come ho perso il primo set»), ha fatto peggio la Vinci con Na Li (6-2, 6-0 e «solo una piccola chance di rientrare all'inizio del secondo set, ma lei è stata perfetta»), non ce l'ha fatta la Knapp contro «tarantola» Bartoli (6-2, 6-3 e «con un'avversaria così devi saper sfruttare le poche occasioni che ti lascia»), ha chiuso il tutto Seppi, sconfitto da Del Potro 6-4, 7-6, 6-3.
Tutti a casa allora, senza rimpianti ma comunque con soddisfazione, perché comunque arrivare alla seconda settimana di uno Slam - tra l'altro in numero record - non è mai uno scherzo. E neppure una barzelletta.