Alla Juve basta un flash per la qualificazione col primo cambio di CR7

Sarri toglie Ronaldo, acciaccato, e va agli ottavi Decide una magia di Douglas Costa nel finale

Sotto il diluvio moscovita, la perla di Douglas Costa. La Juve batte la Lokomotiv (1-2) e stacca il biglietto per gli ottavi di finale di Champions in netto anticipo facendo un bel regalo a Sarri: né Conte né Allegri avevano infatti potuto festeggiare il passaggio del turno con ancora due giornate da giocare. L'attuale tecnico nerazzurro aveva infatti ottenuto l'unico pass solo al sesto turno, mentre Allegri aveva sempre dovuto aspettare almeno la quinta gara: l'ultimo a riuscirci in quattro era quindi stato Claudio Ranieri, in occasione della Champions 2008-2009. Dettagli, forse. O forse no. Perché la fiducia oltre che l'appetito vien mangiando. E se la Signora non ha certamente disputato un gran match, va detto che vincere soffrendo è proprio delle grandi squadre: è sempre valso per le Juventus del passato e deve valere anche per quella odierna. Che magari non è ancora scintillante come vorrebbe il suo allenatore, ma che intanto porta a casa vittorie una dietro l'altra. Di misura, sì: ma pur sempre vittorie.

Riuscendo a gioire anche con Ronaldo in panchina, altra notizia interessante della serata: Sarri ha spiegato di aver osato infatti richiamare in panchina CR7 a una decina di minuti dalla fine perché «da qualche giorno ha un piccolo problema al ginocchio e l'adduttore ne risente. Già alla fine del primo tempo era nervoso per questo. Ho temuto si facesse male e l'ho sostituito». Quindi dentro Dybala, dopo che già Costa aveva preso il posto di Ramsey vestendo prima i panni del trequartista e poi allargandosi sulla fascia. Higuain, viceversa, si era guadagnato i novanta minuti. Risultato: tacco del Pipita al limite dell'area, slalom del brasiliano, difensori saltati come birilli e palla appoggiata dolcemente in rete. Tre punti in saccoccia e via: per il numero 11, primo gol stagionale e il pieno di fiducia, dopo avere perso un mese e mezzo a causa e avere appena riassaggiato il campo il 30 ottobre giocando un quarto d'ora con il Genoa.

È stata comunque una partita che la Juve si è complicata oltremodo, non riuscendo a sfruttare il regalo iniziale del portiere Guilherme: una topica degna di Paperissima, facendosi passare sotto le gambe una punizione non irresistibile di Ronaldo prima che Ramsey spingesse il pallone in rete da un paio di centimetri. Ebbene: invece di nascondere la palla agli avversari, i bianconeri diventavano vittime dell'altrui velocità e intraprendenza. La difesa ballava (male Rugani), il centrocampo andava ai due all'ora e persino Pjanic sbagliava palloni per lui elementari. Miranchuk pareggiava quasi subito e sfiorava anche il sorpasso, Guilherme si riscattava su Higuain: equilibrio, a quel punto. Con i russi nella ripresa a un passo dal raddoppio con Joao Mario (salvataggio di Bonucci sulla linea). Quindi, l'ingresso di Douglas Costa e la serpentina vincente con la già citata collaborazione del Pipita: se a Ronaldo è rimasto il broncio, la Juve gongola comunque.