Juve-Inter è un film Espugnare lo Stadium? Una missione possibile

Dal contatto Iuliano-Ronaldo di 20 anni fa alla pace fra presidenti, a Marotta e la sfida CR7-MI9

Se Juventus-Inter fosse un film, sarebbe Attacco al potere. Uscito nelle sale nel 1998. L'anno del contatto Iuliano-Ronaldo, inizio della «guerra» bianco-nero-azzurra dei vent'anni. L'ascia se non è sotterrata è sicuramente messa da parte. Lo dicono i fatti. La visita di Andrea Agnelli nella sede nerazzurra durante la corsa alla presidenza dell'Eca, l'associazione dei club europei. Il tentativo dello stesso presidente bianconero di candidare alla Federcalcio Massimo Moratti; le parole dell'ex presidente nerazzurro: «Di Calciopoli rimane la vicenda non il rancore. Il rapporto con Andrea è sempre stato civile. Continuare con questa polemica era noioso».

Le due società sono già oltre, proiettate sul presente e sul futuro. Anche alleate sul fronte politico dalla Lega calcio all'Uefa. E quindi teatro della battaglia torna ad essere solo ed esclusivamente il campo. Dove l'Inter è considerata tra le candidate più pronte per mettere fine alla dittatura bianconera nonostante gli undici punti di differenza in classifica. Dunque, attacco al potere. Perché Suning è una potenza in grado di colmare il gap economico che la Signora ha scavato con la concorrenza, piazzando l'asticella dei ricavi sopra i 500 milioni da due stagioni. E non è finita. Perché secondo lo studio di Banca Imi, l'effetto Cristiano Ronaldo abbatterà il muro dei seicento milioni nel 2022, anche se il pareggio di bilancio si raggiungerà solo tra tre anni. Senza nascondere che il monte ingaggi è schizzato a 319 milioni. Numeri del report Ronalcomics che potrebbero spaventare chiunque, non la famiglia Zhang. Che in questa stagione ha già fatto registrare un bilancio record con un fatturato record di 347 milioni, meglio dell'Inter del Triplete.

E Steven Zhang al primo derby d'Italia da presidente e con poteri di firma illimitati, come ha voluto papà Zhang Jindong, vuole rovinare con un giorno di ritardo la festa di compleanno di Andrea Agnelli, 43 anni ieri. Celebrati dal club ricordando le nove stagioni da presidente, di come ha risanato e fatto volare la Signora: dal nuovo logo allo sbarco in borsa. E da fine dicembre il club bianconero potrebbe entrare nel Ftse Mib, la lista di 40 società a maggiore capitalizzazione della Borsa italiana.

Dopo l'ingaggio, Beppe Marotta, l'ex ad bianconero che diventerà ufficialmente dirigente nerazzurro settimana prossima, non sarà all'Allianz Stadium. Il suo primo derby d'Italia con i colori opposti lo guarderà in tv. Adesso il secondo «attacco» dell'Inter passa dal campo. Anche se si gioca nel fortino bianconero, quell'Allianz Stadium dove la Juventus ha costruito il suo potere. Ma i nerazzurri sanno come fare per farlo cadere, sono stati i primi a riuscirci con Andrea Stramaccioni alla guida. Quella Juve non aveva mai perso in casa, come questa non ha ancora perso in campionato. Steven Zhang ha già spinto i suoi all'impresa: «Siamo pronti, ho fiducia nella squadra». Il più giovane presidente calcistico del Vecchio Continente deve rispondere solo a un papà che per sua stessa ammissione, nel giorno dell'insediamento, non concepisce la sconfitta.

L'Inter si affida a Mauro Icardi, uno che a sua volta sa come fare male alla Signora, una delle sue vittime preferite. Dall'altra parte c'è Cristiano Ronaldo: oggi sarà premiato come mvp bianconero del mese di novembre, mentre all'Inter ha segnato un solo gol, quello del raddoppio che sancì l'uscita della prima Inter di Mourinho dalla Champions. MI9 all'attacco di CR7. Attori protagonisti di Juventus-Inter: attacco al potere.