Juve travolta dalla febbre Guardiola

Una notizia non confermata fa schizzare la Borsa. Ma il City gela: "Enorme corbelleria"

Mettiamola così: è stata la dimostrazione di quello che potrebbe succedere se Pep Guardiola diventasse allenatore della Juventus. Un delirio. Una giornata sulle montagne russe. Iniziata alle nove del mattino quando l'Agi, l'Agenzia Giornalistica Italia, pubblica un lancio dal titolo inequivocabile: «Accordo Juve-Guardiola, quadriennale da 24 milioni l'anno». Nel testo ci sono una serie di condizionali, ma fa niente. Sui social i tifosi bianconeri sognano, il web è preso d'assalto. La notizia contagia ovviamente anche la Borsa: il titolo della Juventus vira clamorosamente in positivo, in una giornata in cui Piazza Affari perde nettamente. Le quote dei bookmakers crollano definitivamente, dopo che nei giorni scorsi erano anche state sospese le puntate. La reazione della Signora è in un comunicato dettato alla stessa Agi in cui come consuetudine ribadisce di non «commentare rumors di mercato», ma soprattutto precisa che il 14 giugno, indicato come il giorno della presentazione di Guardiola, i tour dell'Allianz Stadium saranno chiusi per un evento commerciale. A smentire ci pensa nel primo pomeriggio l'avvocato Galassi, membro del Cda del Manchester City: «È una corbelleria enorme, una notizia priva di fondamento, che il nostro allenatore sarà presentato a Torino tra qualche giorno». Il dirigente dei campioni d'Inghilterra si è sbilanciato anche sulla volontà di Guardiola: «Il tema è semplice, il nostro allenatore vuole rimanere al City e ha due anni di contratto. È il primo a essere seccato. Siamo al ridicolo. Ci siamo sentiti con Nedved, ci siamo fatti due risate».

Preso atto, considerato che tra la Signora e Pep i contatti ci sono stati e una smentita può essere un modo per prendere tempo, resta un tema che potrebbe ribaltare ogni discorso, cosa che nel calciomercato succede un giorno sì e l'altro pure: i problemi con il Financial Fair Play o l'eventuale esclusione del City dalle coppe potrebbero liberare Guardiola. Anche se al riguardo Galassi non cambia linea: «Non si avvarrà di nessuna clausola, il tema non si pone. La questione non esiste». Il primo effetto è che in Borsa la Juventus vira in negativo, azzerando i guadagni mentre la Consob fa sapere di tenere sotto stretta osservazione la situazione della Juventus.

L'altro effetto è tenere aperto il toto-allenatore. Il muro del City e della società bianconera lascia (per ora) Guardiola sulle spiagge di Abu Dhabi. La Juventus ha fissato un principio: per il dopo Allegri vuole un allenatore che «alleni» dopo aver avuto il miglior gestore in circolazione. Così come ha confermato l'idea che voglia un top per la sua panchina, considerato che alcuni analisti reputino sostenibili i 24 milioni per Guardiola nel bilancio bianconero. E bisognerà aspettare la finale di Champions per risolvere il rebus. A Madrid tra otto giorni se la giocheranno Pochettino e Klopp. I fari restano puntati sul «piemontese» del Tottenham, ma il tedesco del Liverpool ha sempre avuto un indice di gradimento alto, anche più del collega, nelle stanze della Continassa.

L'alternativa italiana è Maurizio Sarri, anche lui impegnato nella finale di Europa League, e per questo bloccato, ma dato in uscita dal Chelsea. Simone Inzaghi è in stand by e ieri sera a Formello si è incontrato con il presidente Lotito e il ds Tare per capire il futuro suo e della Lazio. In qualche modo, ultima (forse) puntata della giornata bianconera sulle montagne russe. Dal mercato allenatori a quello giocatori. Fabio Paratici ieri è rientrato da Londra dove tra le altre cose avrebbe fatto passi avanti la trattativa che porterebbe Cancelo al City. La squadra di un certo Guardiola. Alla fine si torna sempre lì.